La questione del Parco dei Principi esce dai confini sportivi e finisce dritta nel dibattito politico parigino. Lo stadio, costruito nel 1972 e di proprietà del Comune, è diventato un tema caldissimo in vista delle prossime elezioni per la carica di sindaco della capitale francese. Il motivo è semplice: il Paris Saint-Germain, attraverso il presidente Nasser Al Khelaifi, da tempo sta valutando due scenari differenti per il proprio futuro infrastrutturale.

Il primo prevede l'acquisto dello stadio dal Comune, seguito da una massiccia ristrutturazione che porterebbe la capacità oltre gli attuali 47mila posti, ritenuti insufficienti per una delle squadre più blasonate d'Europa. Il secondo, più drastico, prevede l'abbandono del Parco e la costruzione di un impianto completamente nuovo in un'altra zona della città. Una situazione non dissimile da quella affrontata da Inter e Milan a Milano, quando entrambi i club hanno seriamente valutato di lasciare San Siro per realizzare strutture moderne rispettivamente a San Donato Milanese e Rozzano. Nel caso parigino, Al Khelaifi ha già individuato due possibili location: Poissy, vicino al centro di allenamento del club a nord della capitale, e Massy, nell'area sud presso l'aeroporto di Orly.

Il nodo cruciale riguarda i costi della ristrutturazione. Se il Comune finanziasse i lavori, richiederebbe risorse pubbliche consistenti su un'infrastruttura privata di fatto; se invece il club acquistasse lo stadio, dovrebbe sostenere direttamente la spesa. L'attuale sindaca Anne Hidalgo non ha mai trovato un accordo su questi termini e non si ricandida, aprendo di fatto uno scenario completamente nuovo. Ora tutti i candidati al municipio sono costretti a prendere posizione sulla questione, come segnalato dall'agenzia EFE. Tra i favoriti c'è Emmanuel Gregoire, socialista che per anni è stato vice di Hidalgo e rappresentante nelle trattative proprio con Al Khelaifi.

I numeri, però, potrebbero sorprendere gli amministratori. Un sondaggio dell'istituto Harris pubblicato a inizio anno rivelava che sei parigini su dieci preferirebbero che il PSG rimanga al Parco dei Principi piuttosto che trasferisca altrove. Una posizione che combina l'attaccamento alla storia dello stadio con la riluttanza a veder partire il simbolo calcistico della città. Il contratto attuale tra il club e il Comune prevede comunque l'utilizzo dell'impianto fino al 2044, lasciando ampi margini di tempo per trovare una soluzione, ma la questione evidentemente non può attendere più a lungo.