Il Milan cade rovinosamente tra le mura amiche di San Siro sotto i colpi di un Ferencvaros cinico e organizzato, subendo uno 0-2 che mette seriamente a repentaglio il cammino dei rossoneri nella competizione. La doppietta siglata da Lenny Joseph ha gelato il pubblico milanese, evidenziando una fragilità difensiva e una sterilità offensiva preoccupanti, con la squadra di casa incapace di centrare lo specchio della porta per tutto il primo tempo. Questa debacle arriva come un fulmine a ciel sereno e in totale controtendenza rispetto a quanto visto solo pochi giorni fa, quando il Diavolo aveva dominato e vinto il derby contro l'Inter per 3-1, mostrando una grinta e una qualità che sono totalmente mancate nella sfida europea contro gli ungheresi.

Al termine del match, un Ruben Amorim visibilmente scosso e contrariato non ha usato giri di parole per descrivere il momento critico dei suoi uomini. Durante la conferenza stampa post-partita, il tecnico portoghese ha lanciato un monito pesantissimo: "Dobbiamo migliorare, altrimenti è finita". Amorim ha voluto sottolineare come non ci siano scuse per una prestazione del genere, specialmente davanti ai propri sostenitori, assumendosi la piena responsabilità del risultato ma chiedendo allo stesso tempo un cambio di passo immediato. L'allenatore ha ribadito di non voler prendere in giro nessuno e di aver visto una squadra priva della necessaria cattiveria agonistica per competere a certi livelli.

L'analisi del tecnico si è poi spostata sulla tenuta mentale del gruppo, messa a nudo da un avversario sulla carta inferiore ma molto più determinato. Secondo Amorim, il problema non risiede nelle rotazioni o in questioni puramente tecniche, ma in una mancanza di preparazione psicologica nel gestire impegni ravvicinati ogni tre giorni. Con tre sconfitte maturate nelle prime quattro giornate della fase a gironi di Europa League, il Milan si trova ora in una posizione di classifica estremamente precaria, rischiando un'eliminazione precoce che avrebbe conseguenze pesantissime sia sul piano economico che su quello del prestigio internazionale. Il tecnico ha ricordato come, nonostante i quattro giorni di riposo dopo il derby, la reazione alla perdita del pallone sia stata pigra e insufficiente.

Il futuro del progetto tecnico rossonero sembra ora appeso a un filo, con Amorim che ha lasciato intendere come il suo stesso incarico possa essere messo in discussione se non arriverà una svolta caratteriale drastica. La dirigenza e la tifoseria si aspettano ora una risposta immediata sul campo, cercando di ritrovare quella solidità e quella coesione che sembravano essere state acquisite dopo la vittoria nella stracittadina. La sfida per il Milan è ora tutta psicologica: dimostrare di avere la forza mentale per reagire a questo momento di crisi ed evitare che una stagione nata con grandi ambizioni possa naufragare già nei primi mesi autunnali, compromettendo gli obiettivi minimi prefissati dal club.