Paolo Zampolli, figura di spicco da anni vicina a Donald Trump, ha riacceso prepotentemente le speranze per un clamoroso ritorno della Nazionale italiana ai prossimi Mondiali del 2026. Collaborando in stretta sinergia con il Segretario di Stato Marco Rubio, Zampolli sta portando avanti una strategia diplomatica che vede nello sport un motore fondamentale per gli affari e la diplomazia globale. Secondo quanto dichiarato dall'imprenditore, l'amministrazione Trump considera la rassegna iridata non solo come un evento atletico di prim'ordine, ma come una piattaforma commerciale senza precedenti, capace di aprire nuove porte a livello internazionale attraverso la logica del business applicato alle grandi competizioni.

Il fulcro della questione riguarda la posizione dell'Iran e le possibili sanzioni o impedimenti che potrebbero liberare un posto nel tabellone principale della manifestazione. Zampolli ha confermato di aver contattato direttamente il presidente della FIFA, Gianni Infantino, sottolineando come i regolamenti attuali siano lacunosi e poco chiari in merito alla sostituzione di una nazionale che non dovesse presentarsi o venire esclusa. In questo scenario d'incertezza, l'Italia avrebbe tutti i requisiti necessari per ottenere il ripescaggio, vantando quattro titoli mondiali in bacheca e occupando la posizione più alta nel ranking tra tutte le squadre attualmente escluse dal torneo che si disputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Nonostante lo scetticismo che regna in Italia, dove gran parte dell'opinione pubblica ritiene che la qualificazione debba essere ottenuta esclusivamente sul rettangolo di gioco, Zampolli si dice convinto che l'entusiasmo nazionale travolgerebbe ogni dubbio una volta che gli Azzurri scendessero in campo. L'imprenditore ha ricordato come la sua influenza su Infantino sia già stata determinante in passato, citando il successo ottenuto nel convincere la FIFA a organizzare il sorteggio dei Mondiali presso il centro Trump-Kennedy lo scorso anno. La vicinanza culturale e le origini italiane del numero uno del calcio mondiale, secondo Zampolli, potrebbero rappresentare un elemento di facilitazione piuttosto che un ostacolo per questa complessa operazione politica e sportiva.

Oltre alle manovre di corridoio, Zampolli ha voluto condividere alcuni aspetti della sua vita privata e della sua passione sportiva, dichiarandosi un sostenitore dell'Inter sin dalla gioventù, trascorsa frequentando i settori più caldi della Curva Nord. Sebbene oggi viva lo sport principalmente come uno strumento di unione e crescita economica, non ha nascosto la soddisfazione per i recenti successi nerazzurri. Ha inoltre risposto con fermezza alle recenti polemiche personali che lo hanno coinvolto, definendo gli attacchi della sua ex moglie come tentativi strumentali per colpire indirettamente la figura di Donald Trump e la stessa Melania, rivelando inoltre l'esistenza di indagini federali in corso per vicende legate a presunte estorsioni.

Con l'avvicinarsi del calcio d'inizio previsto per il giugno 2026, il tempo a disposizione per un cambiamento così radicale nel tabellone è estremamente ridotto, ma Zampolli assicura che la partita resta apertissima. La profonda diffidenza verso le autorità di Teheran e le preoccupazioni per la sicurezza legate al loro seguito negli Stati Uniti alimentano la pressione sulla FIFA affinché prenda una decisione definitiva. L'eventuale inserimento degli Azzurri non sarebbe solo un atto di giustizia sportiva agli occhi dei promotori, ma un'operazione di marketing globale capace di elevare drasticamente l'interesse e il valore commerciale dell'intero torneo nordamericano, garantendo una presenza di pubblico e sponsor senza eguali.