José Mourinho, attuale tecnico del Benfica, è tornato a far sentire la sua voce autorevole durante un evento promozionale a Milano, affrontando con la consueta schiettezza i temi caldi del calcio italiano. Lo "Special One" ha espresso profonda tristezza per la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali, ricordando lo sconcerto condiviso con Rui Costa nel momento dell'eliminazione azzurra. Secondo l'allenatore portoghese, la soluzione non risiede affatto nell'ingaggio di un tecnico straniero, poiché l'Italia dispone già di profili di altissimo livello, carisma ed esperienza. Mourinho ha citato esplicitamente nomi come Massimiliano Allegri e Antonio Conte, sottolineando come la scuola degli allenatori italiani resti una delle migliori al mondo nonostante i recenti fallimenti sportivi della Nazionale maggiore.
Analizzando le radici della crisi, Mourinho ha tracciato un impietoso confronto tra il sistema italiano e quello del Portogallo, un Paese di soli dieci milioni di abitanti che però riesce a produrre costantemente talenti di caratura internazionale. Il tecnico ha evidenziato come le strutture per i giovani e l'organizzazione delle competizioni giovanili in terra lusitana siano attualmente superiori, mettendo il Commissario Tecnico portoghese in una costante posizione di imbarazzo della scelta per l'abbondanza di qualità. Per invertire la rotta in Italia, Mourinho propone una vera e propria rivoluzione ai vertici federali, suggerendo la figura di Giovanni Malagò come possibile Presidente della Federcalcio. La sua idea si riassume nella formula della combinazione "M e M", ovvero un binomio composto dalla capacità gestionale di Malagò e dalla competenza tecnica di Max Allegri per rifondare le basi del movimento dalle fondamenta.
Un ampio passaggio dell'intervista è stato dedicato a Cristian Chivu, protagonista di una scalata impressionante sulla panchina dell'Inter. Mourinho ha lodato l'intelligenza del suo ex difensore, che ha scelto di non bruciare le tappe passando direttamente dal campo alla panchina principale, ma ha preferito formarsi attraverso un lungo percorso nelle categorie giovanili e un'esperienza formativa a Parma. Questo apprendistato ha permesso a Chivu di gestire con estrema maturità la pressione di una piazza complicata come quella nerazzurra, portando la squadra a un passo dalla conquista dello scudetto al suo primo anno. Nonostante il titolo sia ormai virtualmente assegnato, lo stratega portoghese ha dichiarato di voler attendere la certezza matematica prima di inviare i propri complimenti ufficiali, mantenendo quel rigore professionale che lo ha sempre contraddistinto nelle volate finali.
Infine, l'allenatore del Benfica non ha evitato di commentare le recenti turbolenze che hanno colpito il settore arbitrale italiano, pur mantenendo un profilo prudente e istituzionale. Mourinho ha ammesso di essersi fatto un'idea precisa sulla situazione caotica che sta emergendo, ma ha ribadito la sua ferma volontà di non indicare colpevoli o emettere sentenze prima che la giustizia faccia il suo corso. C'è stato spazio anche per un momento di leggerezza legato ai ricordi del passato, in particolare alla celebre chat di gruppo che riunisce gli eroi della Tripletta del 2010. Mourinho ha confessato scherzosamente di essere il componente più indisciplinato a causa dei suoi frequenti cambi di numero di telefono tra Turchia e Portogallo, indicando in Marco Materazzi il vero responsabile del gruppo che mantiene vivo il legame tra i protagonisti di quella storica impresa sportiva.

















