Il panorama calcistico italiano è scosso da una nuova bufera giudiziaria che vede coinvolti i vertici dell'Associazione Italiana Arbitri. Gianluca Rocchi, ex designatore di spicco, ha ufficialmente deciso di non presentarsi all'interrogatorio fissato presso il Tribunale di Milano. La scelta è stata comunicata dal suo legale, l'avvocato D’Avirro, il quale ha spiegato che, nonostante la volontà iniziale del suo assistito di chiarire la propria posizione, la difesa ha ritenuto opportuno rinunciare all'incontro. La motivazione risiede nella mancata conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, condizione che impedirebbe di svolgere un mandato difensivo efficace e consapevole di fronte alle accuse di frode sportiva in concorso con soggetti ancora non identificati.

L'inchiesta non riguarda solo Rocchi, ma coinvolge altri quattro esponenti di rilievo del settore arbitrale, tutti indagati per presunte irregolarità che avrebbero alterato il regolare svolgimento di alcune competizioni. Tra i nomi figurano Andrea Gervasoni, ex supervisore del sistema VAR, e gli addetti al monitoraggio video Paterna, Nasca e Di Vuolo. Gli episodi finiti sotto la lente d'ingrandimento della Procura riguardano partite specifiche come Salernitana-Modena, Udinese-Parma e il discusso match tra Inter e Verona. In particolare, si analizzano situazioni di campo dubbie, come il tocco di mano di Balogh o la gomitata di Bastoni ai danni di Duda, dove il comportamento degli ufficiali di gara e dei responsabili tecnologici è apparso sospetto agli inquirenti.

Un punto centrale della vicenda riguarda le complesse tempistiche procedurali e la gestione delle notifiche di proroga delle indagini. Il termine ultimo per l'inchiesta era fissato per lo scorso 26 aprile, ma la Procura ha depositato una richiesta di estensione pochi giorni prima della scadenza. Secondo i calcoli legali, considerando i tempi tecnici di notifica e il diritto dell'indagato di produrre memorie difensive entro cinque giorni, la decisione definitiva sulla proroga potrebbe slittare ai primi di maggio, complice anche la festività del primo del mese. Questo stallo burocratico solleva dubbi sulla validità formale degli atti in corso, specialmente considerando che, al momento, solo Rocchi sembrerebbe aver ricevuto ufficialmente la notifica della richiesta di prolungamento delle indagini.

In netto contrasto con la posizione di Rocchi, Andrea Gervasoni ha invece confermato la sua intenzione di presentarsi davanti al pubblico ministero Ascione. L'ex supervisore dovrà rispondere delle pesanti accuse riguardanti la sfida di Serie B tra Salernitana e Modena dell'8 marzo 2025, durante la quale avrebbe esercitato pressioni indebite sull'addetto al VAR per influenzare le decisioni arbitrali. Mentre il legale di Gervasoni, l'avvocato Ducci, assicura la piena collaborazione del suo assistito, il sistema calcio italiano resta in attesa di capire quali saranno le reali implicazioni di questa indagine sulla credibilità della classe arbitrale e sulla regolarità dei campionati passati e futuri. La questione del concorso con persone non specificate rimane il mistero più fitto, lasciando aperta la porta a possibili nuovi sviluppi che potrebbero coinvolgere altri tesserati o dirigenti.