Ivan Rakitic, ex stella del Barcellona e del Siviglia e pilastro della Croazia che sfiorò il titolo mondiale nel 2018, ha espresso parole di profonda amarezza riguardo alla situazione attuale del calcio italiano. Il centrocampista croato, noto per la sua visione di gioco e la sua vasta esperienza internazionale, ha definito letteralmente assurda l'assenza della Nazionale italiana dalle competizioni mondiali più prestigiose. Secondo Rakitic, un torneo iridato privo della maglia azzurra perde una parte fondamentale del suo fascino e della sua storia millenaria, sottolineando come il prestigio dell'Italia debba essere difeso con maggiore vigore e determinazione direttamente sul rettangolo verde.

Entrando nel merito della crisi che ha colpito il movimento calcistico italiano negli ultimi anni, Rakitic ha offerto una riflessione lucida sulla mentalità necessaria per avviare una vera ripartenza. Il calciatore ha spiegato che, per tornare ai vertici del calcio globale, l'Italia deve assolutamente evitare di rifugiarsi nelle proprie zone di comfort, un pericolo costante per le nazioni che vantano un passato glorioso ma che rischiano di restare ancorate ai ricordi. La ricetta proposta dal croato è semplice ma rigorosa: occorre ritrovare quello spirito combattivo che ha sempre contraddistinto la storia azzurra, lottando con ferocia per riconquistare quei traguardi che le altre potenze mondiali cercheranno sempre di negare.

Le dichiarazioni di Rakitic arrivano in un momento di profonda riflessione per la Federcalcio e per tutto l'ambiente sportivo nazionale, impegnato a comprendere come colmare il divario tecnico e atletico con le altre grandi realtà europee e mondiali. Non si tratta esclusivamente di una questione di leadership o di riforme della politica sportiva, sebbene queste abbiano un peso rilevante nel processo di rinnovamento strutturale. Il punto focale, secondo l'ex asso blaugrana, deve rimanere la capacità dei calciatori e dello staff tecnico di incarnare nuovamente i valori di sacrificio e resilienza, elementi che in passato hanno permesso all'Italia di sollevare quattro volte la Coppa del Mondo superando ogni tipo di avversità.

Analizzando il percorso della sua Croazia, Rakitic ha tracciato un parallelo implicito sull'importanza di non darsi mai per vinti, anche quando si affrontano momenti di transizione generazionale o si parte da una posizione di svantaggio mediatico. L'Italia dispone ancora di talenti cristallini e di una tradizione tattica invidiabile, ma ciò che sembra essere venuto meno è quella spinta agonistica che trasforma una buona squadra in una compagine temuta da tutti. Per il centrocampista, il futuro della Nazionale passerà inevitabilmente attraverso nuovi progetti tecnici e una gestione più coraggiosa dei giovani talenti, affinché possano maturare in un ambiente che non accetti la mediocrità.

In vista dei prossimi appuntamenti internazionali, il monito di Rakitic risuona come un richiamo all'orgoglio per tutto il sistema calcio italiano. Una nuova mancata partecipazione ai vertici mondiali rappresenterebbe un colpo durissimo non solo dal punto di vista sportivo, ma anche economico e sociale per l'intero Paese. È dunque fondamentale che le parole di un campione del suo calibro vengano recepite come uno stimolo costruttivo: l'Italia ha il dovere morale di tornare a essere protagonista assoluta, riappropriandosi di quel ruolo di guida che le spetta di diritto per storia e blasone, abbandonando definitivamente ogni forma di autocompiacimento.