L'Inghilterra di Sarina Wiegman sta tracciando un percorso netto verso il Mondiale del 2027, dimostrando una maturità tattica che sembra aver finalmente colmato il divario con le grandi potenze globali del calcio femminile. La recente prestazione contro la Spagna ha confermato che il successo dell'Europeo 2025 non è stato un caso isolato, ma il frutto di un progetto tecnico solido e ben definito. Le Leonesse hanno mostrato di possedere la formula ideale per mettere in crisi le campionesse del mondo in carica: una gestione oculata del possesso palla, la capacità di chiudere le linee centrali e lo sfruttamento sistematico della velocità di Lauren James e Lauren Hemp sulle corsie esterne. Questa disciplina tattica, esibita davanti al pubblico di Wembley, ha permesso alla squadra di colpire con precisione chirurgica, anche se resta ancora del lavoro da fare sulla gestione dei momenti finali delle partite per evitare cali di tensione pericolosi.

Nonostante i segnali positivi, la trasferta di Reykjavik contro l'Islanda ha messo in luce alcune fragilità che la nazionale inglese deve ancora superare, specialmente quando si trova ad affrontare avversarie estremamente fisiche e organizzate. In Islanda, le condizioni climatiche avverse e il gioco frammentato hanno impedito alle britanniche di esprimere il loro calcio fluido, trascinandole in una battaglia agonistica che ha spesso annullato il divario tecnico tra le due formazioni. Sebbene la vittoria sia arrivata, portando tre punti fondamentali per la classifica, la lezione per lo staff tecnico è chiara: per dominare a livello internazionale, l'Inghilterra deve imparare a gestire con maggiore efficienza le squadre che puntano tutto sulla solidità difensiva e sul pressing asfissiante, evitando di farsi intrappolare in match nervosi e poco spettacolari che ne limitano il potenziale offensivo.

Sul piano individuale, le rotazioni forzate dagli infortuni hanno permesso a nuovi talenti di emergere, consolidando la profondità della rosa a disposizione di Wiegman. Lotte Wubben-Moy, difensore centrale dell'Arsenal, ha saputo cogliere l'occasione nata dall'assenza di Leah Williamson, dimostrando di essere molto più di una semplice riserva e offrendo prestazioni di alto livello sia contro la Spagna che nella ripresa contro l'Islanda. Parallelamente, la crescita di Esme Morgan dopo il suo trasferimento al Washington Spirit negli Stati Uniti ha aggiunto ulteriore qualità al reparto arretrato. Con Alex Greenwood spostata stabilmente nel ruolo di terzino sinistro per coprire una lacuna storica della formazione, la competizione per un posto da titolare al fianco di Williamson si è fatta serrata, garantendo alla squadra diverse opzioni tattiche di assoluto valore per il futuro prossimo.

Il bilancio attuale di quattro vittorie in altrettante partite rappresenta un progresso significativo rispetto alle precedenti campagne internazionali, dove l'Inghilterra aveva spesso faticato a trovare la giusta continuità nei risultati. In passato, il formato delle qualificazioni europee, che ricalca quello della Nations League, aveva riservato amare sorprese alle campionesse d'Europa, costrette a chiudere al secondo posto nel girone in entrambe le ultime edizioni della competizione. Sconfitte inaspettate contro il Belgio e pareggi deludenti contro il Portogallo avevano evidenziato una cronica difficoltà nel fare punti contro le nazionali di fascia media. Oggi, invece, la determinazione nel mantenere la vetta del gruppo per evitare le insidie dei playoff mondiali testimonia un cambio di mentalità decisivo, che pone le basi per un ruolo da protagonista assoluta nella rassegna iridata che si terrà tra tre anni.