La corsa alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio entra nel vivo con un appuntamento che potrebbe spostare definitivamente gli equilibri politici del nostro sport in vista delle elezioni di giugno. Nella giornata odierna, Giovanni Malagò, attuale favorito per la successione al vertice di via Allegri, incontrerà i rappresentanti della Lega Serie A per consolidare un asse che appare quasi granitico. Il sostegno verso il numero uno del CONI è emerso chiaramente già una settimana fa, quando ben diciannove società su venti hanno espresso il proprio parere favorevole attraverso una sottoscrizione formale. L'unica voce fuori dal coro rimane quella di Claudio Lotito, presidente della Lazio, il quale continua a perorare la causa di un commissariamento della Federazione, ritenendolo lo strumento necessario per una tabula rasa totale del sistema attuale.

Il cronoprogramma della giornata è estremamente serrato e prevede due momenti chiave negli uffici di via Rosellini a Milano. Alle ore 11:00 si terrà l'Assemblea di Lega, un passaggio fondamentale coordinato dal presidente Ezio Simonelli, volto a sintetizzare le istanze dei club in un documento programmatico unitario. Successivamente, alle ore 14:00, questa piattaforma di richieste condivise verrà presentata ufficialmente a Malagò per ottenere garanzie precise. Tra i punti cardine che i club intendono sottoporre al candidato figurano interventi urgenti sulla burocrazia legata agli impianti sportivi e nuove misure di defiscalizzazione per le società professionistiche. Si discuterà inoltre con forza del ripristino del Decreto Crescita, considerato vitale per la competitività internazionale, e di una profonda revisione del Decreto Dignità, che ha limitato drasticamente le sponsorizzazioni nel settore delle scommesse.

Un capitolo di fondamentale importanza riguarda la gestione dei vivai e la valorizzazione dei talenti nostrani, temi su cui la Serie A chiede un cambio di paradigma radicale per risollevare le sorti del movimento. Le proposte sul tavolo includono l'abolizione dei sistemi di promozione e retrocessione nei campionati giovanili, oltre alla cancellazione delle classifiche, per permettere agli allenatori di concentrarsi esclusivamente sulla crescita tecnica dei ragazzi senza l'assillo del risultato immediato. Si spinge inoltre per il ritorno del vincolo sportivo, uno strumento che permetterebbe alle società dilettantistiche e professionistiche di tutelare maggiormente i propri investimenti formativi. L'obiettivo dichiarato è quello di creare un sistema di incentivi economici reali per chi decide di puntare con coraggio sui calciatori italiani, invertendo una tendenza che negli ultimi anni ha visto un ricorso eccessivo al mercato estero anche nelle fasce d'età più basse.

Nonostante il forte appoggio della massima serie, il percorso di Giovanni Malagò verso il voto non è privo di ostacoli e richiede una diplomazia a tutto tondo con le altre componenti federali. Il candidato ha infatti espresso la volontà di non limitarsi al dialogo con i grandi club, ma di ascoltare tutte le realtà che formano l'ossatura del calcio italiano, incluse la Serie B, la Lega Pro e le associazioni di calciatori e allenatori, che pesano in modo significativo nell'assemblea elettiva. Sullo sfondo rimane la figura di Giancarlo Abete, che non sembra intenzionato a fare passi indietro e rivendica una legittimità pari a quella del suo sfidante per la guida della FIGC. In questo scenario si inserisce anche la visione del Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, il quale preme per una riforma che non sia solo di facciata ma che porti a una stabilità strutturale duratura, capace di modernizzare un sistema che sconta ritardi decennali rispetto alle altre grandi leghe europee.