Un'epoca d'oro del calcio internazionale volge ufficialmente al termine. Cristiano Ronaldo ha annunciato il suo addio definitivo alla nazionale del Portogallo attraverso un toccante videomessaggio pubblicato sui propri canali social. La decisione arriva in un momento di forte tensione interna, a seguito di alcuni attriti con il commissario tecnico Jorge Jesus che avevano portato a una sospensione di un mese per il fuoriclasse attualmente in forza all'Al Nassr. Proprio alla vigilia di quello che sarebbe dovuto essere il suo rientro in gruppo, CR7 ha scelto di fare un passo indietro definitivo, chiudendo una porta che era rimasta aperta per oltre vent'anni di successi senza precedenti e record infranti.

Il percorso di Ronaldo con la maglia rossoverde si conclude dopo aver riscritto ogni primato possibile nella storia del calcio lusitano. Con la sua selezione, l'attaccante ha sollevato il trofeo di Euro 2016, il primo grande titolo internazionale nella storia del Paese, e ha arricchito il palmarès con la conquista della UEFA Nations League. Oltre ai trofei collettivi, Ronaldo resta il miglior marcatore di sempre della nazionale, di cui è stato il leader carismatico e il capitano indiscusso per gran parte della sua carriera. La sua ultima apparizione ufficiale resterà dunque la sfida contro il Galles disputata il 24 settembre scorso, un match che segna il confine definitivo tra il presente e la leggenda sportiva.

Nel suo lungo messaggio di commiato, il campione ha voluto sottolineare come il calcio sia stato per lui molto più di un semplice gioco fatto di numeri e statistiche. Ha ricordato l'inizio di questa incredibile avventura, scattata nell'agosto del 2003, spiegando che guardando indietro non vede solo gol o trofei, ma vede le persone e gli emigrati che si sentivano più vicini alla propria terra grazie alle sue giocate. «Al popolo portoghese: è arrivato il momento di restituire la maglia numero sette, che appartiene a tutti noi», ha dichiarato con profonda commozione, aggiungendo che il suo unico obiettivo è sempre stato quello di fare la storia e rendere orgogliosi i propri connazionali, nonostante gli errori commessi lungo il cammino.

L'attaccante ha ammesso con onestà di aver vissuto momenti di grande sofferenza e di non essere sempre riuscito a dare ai tifosi ciò che desideravano, ma ha rivendicato con forza di non essersi mai arreso di fronte alle difficoltà incontrate in campo. Ha rivolto poi un pensiero carico di speranza alle future generazioni, sottolineando che il Portogallo avrà sempre bisogno di giovani sognatori che credano nell'impossibile, poiché un Paese che continua a creare nuovi eroi è un Paese che non smette mai di avere fiducia in se stesso. Con questo addio, CR7 lascia un vuoto tecnico e carismatico immenso, ma consegna alla storia una testimonianza di dedizione totale alla causa nazionale, ringraziando la sua famiglia e tutto il popolo portoghese per averlo accompagnato in questo viaggio durato oltre due decenni.