Oggi pomeriggio si terrà un incontro cruciale che potrebbe ridisegnare i vertici del calcio italiano. I rappresentanti della Lega Serie B, della Lega Pro e della Lega Nazionale Dilettanti si riuniranno per stabilire una strategia comune in vista delle imminenti elezioni della Federcalcio, fissate per il prossimo 14 dicembre. Questo raggruppamento, che sulla carta detiene il 52% dei voti totali, rappresenta il vero ago della bilancia della competizione elettorale. Nonostante la compattezza apparente, il fronte guidato da Giancarlo Abete e Matteo Marani deve fare i conti con le diverse anime interne e con la storica vicinanza della serie cadetta, oggi presieduta da Mauro Bedin, alle posizioni della massima serie.
La sfida per la presidenza vede contrapposti due pesi massimi del panorama sportivo nazionale: da una parte il commissario uscente Giovanni Malagò, forte di un consenso che quattro mesi fa aveva raggiunto il 68,58%, e dall'altra Adriano Galliani, sostenuto da una frangia di club di Serie A e dalle associazioni di calciatori e allenatori. Malagò si appresta ad annunciare ufficialmente la sua candidatura potendo contare su una base solida di undici o dodici firme provenienti dai club di vertice, tra cui spiccano i consensi di Juventus e Como. Tuttavia, il fronte non è monolitico, poiché società come Cagliari, Sassuolo e Venezia hanno recentemente optato per una posizione di neutralità, lasciando spazio a manovre diplomatiche dell'ultimo minuto che potrebbero spostare i pesi in campo.
Sul versante opposto, Adriano Galliani sta tessendo una tela complessa per erodere il consenso dell'avversario, trovando alleati certi in club di alto profilo come l'Inter e l'Atalanta. Resta invece un'incognita la posizione della Lazio di Claudio Lotito, il cui rapporto con l'amministratore delegato nerazzurro Giuseppe Marotta è notoriamente teso, nonostante la comune militanza politica in Forza Italia con Galliani stesso. Un elemento di forte instabilità è rappresentato dal profondo solco che si è scavato tra Giancarlo Abete e Umberto Calcagno, leader dell'Associazione Italiana Calciatori. Le tensioni accumulate negli ultimi mesi, tra accuse di fughe in avanti e sospetti di tradimento, rendono estremamente difficile ipotizzare un'alleanza tra il mondo dei dilettanti e quello dei professionisti del campo.
La partita elettorale si giocherà dunque sulla capacità dei candidati di intercettare i voti dei singoli delegati, che potrebbero decidere di non seguire pedissequamente le indicazioni dei rispettivi presidenti di lega. Molti rappresentanti della Serie C e dei Dilettanti sembrano infatti orientati a confermare la fiducia a Malagò, indipendentemente dalle scelte di scuderia, attratti dalla stabilità mostrata durante il suo recente mandato. Giancarlo Abete, dal canto suo, sembra intenzionato a prendere tempo, attendendo la presentazione ufficiale dei programmi elettorali prima di schierare definitivamente il suo pacchetto di voti, che vale circa un terzo dell'intero corpo elettorale. Le prossime settimane saranno caratterizzate da una campagna elettorale serrata, dove ogni singola preferenza potrà risultare determinante per stabilire chi guiderà la Federazione nel prossimo quadriennio.

















