Il panorama istituzionale del calcio italiano si prepara a un cambiamento radicale ai vertici amministrativi della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Marco Brunelli, attuale segretario generale della FIGC, sembra ormai prossimo a concludere la sua esperienza in via Allegri, con un provvedimento di licenziamento che potrebbe essere ufficializzato già nella giornata di lunedì. Questa decisione rappresenta la prima, pesante conseguenza diretta del terremoto che ha portato al commissariamento della Federazione, innescato dalle polemiche sulla regolarità della candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza federale durante le consultazioni dello scorso giugno. La posizione di Brunelli è diventata col tempo sempre più precaria, finendo al centro di una tempesta burocratica che mette in discussione la gestione amministrativa degli ultimi mesi.
Al centro della controversia che ha travolto il segretario generale vi è la certificazione della candidatura di Malagò, documento che reca proprio la firma di Brunelli. Nonostante l'assenza del requisito fondamentale del tesseramento federale, il dirigente aveva concesso il via libera formale, una mossa che il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha successivamente giudicato inammissibile e non soggetta a deroghe. Nelle delibere ufficiali, il CONI non ha usato mezzi termini, denunciando apertamente gravi omissioni, negligenze e irregolarità nella gestione degli organi direttivi della Federazione. Tale scenario ha reso la permanenza di Brunelli incompatibile con la necessità di garantire la massima trasparenza e regolarità in vista della prossima tornata elettorale, rendendo di fatto inevitabile un avvicendamento al vertice della segreteria per ripristinare la credibilità dell'istituzione.
Il compito di formalizzare l'uscita di Brunelli spetterà proprio a Giovanni Malagò, che attualmente ricopre il ruolo di commissario straordinario della FIGC pur essendo impegnato a Berlino per importanti vertici istituzionali della UEFA. Mentre il segretario uscente valuta la possibilità di impugnare legalmente l'eventuale licenziamento nelle sedi competenti, il nome per la sua successione vede un favorito principale: Giancarlo Viglione. Attuale responsabile dell'ufficio legale della Federazione, Viglione gode di un ampio consenso trasversale che include l'Associazione Italiana Calciatori e l'Associazione Italiana Allenatori, oltre al sostegno di figure di spicco della Serie A come Luca Percassi, amministratore delegato dell'Atalanta. La nomina di una nuova figura di garanzia è considerata prioritaria per gestire le delicate procedure di presentazione delle candidature, fissate improrogabilmente per il prossimo 4 novembre.
Parallelamente alle tensioni in via Allegri, un nuovo fronte di incertezza sembra aprirsi all'interno dell'AIAC, l'associazione guidata da Renzo Ulivieri. Alcune verifiche emerse a seguito di una vicenda giudiziaria conclusasi con l'assoluzione di un dipendente per presunti falsi rimborsi spese avrebbero portato alla luce anomalie simili a quelle del caso Malagò. In particolare, è emerso che due componenti del Collegio di garanzia dell'associazione degli allenatori non risulterebbero regolarmente tesserati, sollevando dubbi sulla validità delle loro nomine e sulle responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare sulla regolarità delle cariche. Questo clima di incertezza normativa sta scuotendo le fondamenta del sistema calcio italiano, imponendo una riflessione profonda sulla necessità di riforme strutturali che garantiscano il rispetto rigoroso dei regolamenti in ogni organismo federale, per evitare che futuri ricorsi possano paralizzare nuovamente l'attività sportiva e politica.