Lisandro Isei, figura rimasta a lungo nell'ombra durante la sua permanenza al Mestalla, ha deciso di rompere il silenzio a distanza di due mesi dal suo allontanamento ufficiale, avvenuto lo scorso 6 settembre. L'ex capo degli osservatori, promosso poi a responsabile dell'area tecnica sotto la gestione di Ron Gourlay, ha scelto i propri canali social professionali per congedarsi definitivamente dall'ambiente valenciano. La sua esperienza nel club spagnolo è stata caratterizzata da una gestione silenziosa e da un rapporto mai decollato con l'ex allenatore Carlos Corberán; le divergenze tra i due hanno profondamente influenzato la costruzione di una rosa oggi giudicata da molti osservatori come sbilanciata e priva della necessaria qualità tecnica per competere ai massimi livelli della Liga spagnola.

Nelle sue dichiarazioni ufficiali, Isei ha voluto sottolineare il legame affettivo che lo unisce al Valencia fin dalla tenera età, cercando di umanizzare il suo ruolo dirigenziale spesso oggetto di critiche feroci da parte della tifoseria. Ha ricordato come, già all'età di sette anni, seguisse con passione le gesta della squadra davanti alla televisione, vivendo intensamente ogni emozione che il calcio potesse offrire ai suoi sostenitori. Lavorare per la società che ha supportato fin da bambino è stato descritto dall'ex dirigente come un vero e proprio privilegio professionale e personale. Questo attaccamento sentimentale traspare chiaramente dalle sue parole finali, in cui ha ribadito con forza che il suo essere tifoso non deriva da una semplice questione anagrafica legata alla nascita nella città di Valencia, bensì da un sentimento profondo nato spontaneamente dentro di lui.

Entrando nel merito della sua gestione tecnica, Isei ha rivendicato con fermezza la bontà delle operazioni concluse durante il suo mandato, nonostante le difficoltà di un mercato internazionale estremamente competitivo e limitato dalle risorse finanziarie. Ha citato con orgoglio l'innesto di giovani promesse dal grande potenziale, come il talento giapponese Ryunosuke Sato, affiancandoli a profili più esperti e già collaudati come Dieng e De Haas. Un punto cardine della sua difesa riguarda inoltre la valorizzazione del settore giovanile: l'ex segretario tecnico ha affermato di aver lottato costantemente per garantire ai ragazzi dell'Accademia dei percorsi concreti verso la prima squadra, sottolineando come oggi molti di loro giochino regolarmente, garantendo così un futuro solido e promettente per l'intera istituzione sportiva.

Nonostante la strenua difesa del proprio operato, Isei ha ammesso con onestà intellettuale che i risultati sul campo non sono stati all'altezza delle aspettative iniziali, riconoscendo che nel mondo del calcio moderno sono proprio i punteggi a determinare le decisioni drastiche delle proprietà. Tuttavia, ha espresso la ferma convinzione che gran parte del lavoro svolto dietro le quinte non sia immediatamente visibile nel breve periodo, ma porterà benefici duraturi alla società negli anni a venire. Lasciando il club con un bagaglio di esperienze arricchito, sia dal punto di vista professionale che umano, l'ex dirigente ha concluso il suo intervento augurando il meglio ai dipendenti e ai calciatori per il prosieguo della stagione, chiudendo definitivamente un capitolo turbolento della storia recente del Valencia, attualmente impegnato in una difficile risalita in classifica.