Il derby basco tra Athletic Bilbao e Real Sociedad, disputatosi nella suggestiva cornice del San Mamés, si è concluso con una vittoria per 2-1 a favore dei padroni di casa, ma il risultato finale è stato pesantemente condizionato da un episodio arbitrale che sta facendo discutere l'intera Spagna. Al centro della bufera c'è il calcio di rigore assegnato ai "Leoni" per un contatto tra Jon Mikel Aramburu e Nico Williams, una decisione che ha rotto l'equilibrio di una sfida storicamente tesa e sentita. Nonostante l'intensità agonistica mostrata in campo dalle due compagini, l'attenzione del post-partita si è spostata interamente sulla sala VAR e sulle interpretazioni del direttore di gara, lasciando in secondo piano la prestazione atletica dei ventidue protagonisti e l'importanza dei tre punti in palio per la corsa all'Europa.

Alejandro Hernández Hernández, l'arbitro incaricato di dirigere l'incontro, ha voluto chiarire la sua posizione ai microfoni di DAZN subito dopo il fischio finale, assumendosi la piena responsabilità della scelta tecnica. Il fischietto spagnolo ha spiegato di aver avuto una visuale laterale ottimale durante l'azione, scaturita da un filtrante preciso che ha innescato il dribbling di Nico Williams. Secondo la sua ricostruzione, l'impatto di Aramburu sull'attaccante della nazionale spagnola è stato chiaramente punibile e avvenuto all'interno dell'area di rigore. Hernández Hernández ha inoltre sottolineato che la sala VOR ha confermato la sua decisione iniziale, ribadendo che il protocollo prevede l'intervento del video-arbitro solo in caso di errore palese, circostanza che, a suo avviso, non si è verificata in questo frangente poiché la sua opinione coincideva con quella dei colleghi al monitor.

Di parere diametralmente opposto è la Real Sociedad, che si sente vittima di un'ingiustizia tecnologica senza precedenti in questa stagione di Liga. Jon Mikel Aramburu, visibilmente frustrato davanti alle telecamere, ha dichiarato che le immagini televisive e i dati del chip inserito nel pallone dimostrano inequivocabilmente il suo tocco sulla sfera prima del contatto con l'avversario. Il difensore ha persino rivelato un retroscena curioso, sostenendo che lo stesso Nico Williams gli avrebbe confessato in campo che, secondo lui, non c'erano gli estremi per il penalty. Aramburu ha definito incredibile il fatto che, nonostante la disponibilità di strumenti tecnologici avanzati, sia stato convalidato un fallo che a suo dire non è mai esistito, condizionando l'esito di una partita che si stava decidendo sui minimi dettagli.

Anche il capitano della Real Sociedad, Mikel Oyarzabal, ha rincarato la dose nel post-partita, definendo estremamente strana la gestione dell'episodio da parte della terna arbitrale. L'attaccante ha riferito che, durante il colloquio in campo, l'arbitro gli avrebbe assicurato che il VAR non aveva riscontrato alcun tocco sul pallone da parte del difensore, una versione che però cozza con i replay che mostrano un evidente cambio di traiettoria della sfera. Persino sul fronte dei vincitori, l'onestà intellettuale ha preso il sopravvento sulla gioia: Edin Terzic, l'allenatore dell'Athletic Bilbao, ha ammesso con estrema franchezza che la sua squadra è stata probabilmente favorita dalle decisioni arbitrali in questa occasione. Questa vittoria permette all'Athletic di scalare posizioni importanti nella classifica della Liga, ma il clima di sospetto generato dalle discrepanze tra le sensazioni in campo e le revisioni video promette di alimentare polemiche per le prossime settimane.