Andy Robertson ha trovato in questa stagione internazionale un'importante valvola di sfogo dopo mesi complicati al Liverpool. Il terzino sinistro dei Reds, reduce da una campagna nella quale ha perso regolarità nell'undici titolare della squadra inglese, ha sottolineato come vestire la maglia della Scozia gli abbia permesso di affrontare meglio le difficoltà vissute a livello di club.
A 32 anni, il difensore si prepara alle due sfide imminenti della nazionale: l'amichevole contro il Giappone domani all'Hampden Park di Glasgow e la successiva contro la Costa d'Avorio allo stadio di Everton martedì. In questa finestra di sosta, Robertson insegue un nuovo traguardo personale, pronto a raggiungere le 91 presenze e pareggiare il record storico di Jim Leighton, leggenda della difesa scozzese.
Nelle sue dichiarazioni ai media, Robertson ha spiegato come il calendario fitto degli impegni internazionali - soprattutto nei mesi autunnali quando le partite si susseguivano ogni tre o quattro giorni - gli abbia offerto stimoli costanti: "Mi ha tenuto in piedi in più occasioni questa stagione. Soprattutto all'inizio, quando giocavamo così frequentemente, era vitale avere questi appuntamenti a cui dedicarsi. E poi, considerando l'età mia e quella di John McGinn, quella poteva realisticamente essere la nostra ultima opportunità per qualificarci al Mondiale".
Il capitano non nasconde nemmeno l'ambizione di avvicinarsi al record assoluto detenuto da Kenny Dalglish, che mise insieme 102 presenze fra il 1971 e il 1986. "Quando raggiungi certi traguardi cominci a pensarci un po'" ha ammesso Robertson, "e arrivare a 90 presenze, quasi a parità con una leggenda come Leighton, è qualcosa che da bambino non avrei mai osato sognare. Ogni volta che vedo Kenny agli stadi mi fa notare che oggi si giocano più partite internazionali rispetto ai suoi tempi, ed è vero, ma rimane comunque un incentivo formidabile per me".

















