Fabio Capello ha condiviso le sue impressioni sulla prestazione dell'Italia nella semifinale dei playoff mondiali vinta ieri contro l'Irlanda del Nord con il punteggio di 2-0. L'ex allenatore, intervenendo sulle colonne della Gazzetta dello Sport, ha delineato un quadro articolato della gara, tra apprezzamenti e rilievi critici sulla condizione fisica e mentale della Nazionale.

Secondo Capello, il primo elemento che ha colpito negativamente è stata la lentezza complessiva della squadra, sia dal punto di vista fisico che tattico. Gli azzurri hanno faticato a mantenere un ritmo veloce nei movimenti e nella lettura del gioco, pagando dazio soprattutto nell'ultimo quarto di campo dove si sono creati pochi pericoli reali. Due giocatori si sono distinti per dinamismo: Calafiori dell'Arsenal e Tonali del Newcastle, entrambi elementi di primo livello provenienti dalla Premier League, mentre gli altri componenti sembravano procedere al ritmo della Serie A. Capello ha sottolineato però che il problema non risiede esclusivamente nelle gambe, bensì nella concentrazione e nell'abitudine tattica.

Individualmente, Capello ha riservato parole di stima per il gol di Tonali, definito «il colpo di un centrocampista autentico», e ha riconosciuto il merito di Kean per la rete del raddoppio, eseguita con «controllo impeccabile e una diagonale perfetta». Ha invece minimizzato l'occasione sprecata da Retegui nel primo tempo quando la partita era ancora sullo 0-0. Notevole l'attenzione dedicata a Pio Esposito, presentato come «un calciatore completo» capace di difendere il pallone, fare da raccordo offensivo e vincere i duelli aerei. Secondo l'analisi dell'ex ct, la presenza di Esposito in campo ha migliorato sensibilmente la fluidità del gioco azzurro, fungendo da elemento complementare sia per Retegui che per Kean.

Sul versante della conduzione tecnica, Capello ha osservato che il commissario tecnico Gattuso si è mostrato visibilmente concentrato e carico durante la partita, atteggiamento conforme alle pressioni della competizione. Ha poi colto l'occasione per complimentarsi con la squadra per l'atteggiamento agonistico complessivo, rimarcando che la mancanza di voglia di lottare rappresenta per lui l'elemento più intollerabile, ben più dei difetti tecnici. Ha ricordato la sua recente frustrazione durante l'Europeo precedente, in particolare per la prestazione amorfa contro la Svizzera agli ottavi di finale.

Chiudendo il suo intervento, Capello ha effettuato una valutazione sulla retroguardia nazionale, ammettendo che il momento attuale non vede difensori di caratura elevata nel panorama internazionale. Pur riconoscendo che i retroguardiani azzurri si destreggiavo con sufficienza nella circolazione palla, ha lasciato trasparire dubbi sulla loro effettiva solidità nelle altre componenti difensive. Ha iniziato a commentare Donnarumma, il portiere azzurro, senza completare il pensiero nell'edizione disponibile dell'intervista.