Un momento di profondo significato ha caratterizzato la sfida tra Iran e Nigeria di venerdì nella località turca di Belek. Prima del fischio d'inizio, i calciatori della nazionale iraniana si sono schierati con indosso braccianti neri, mentre reggevano zaini rosa e viola decorati con nastri. Un gesto commovente e carico di denuncia durante l'esecuzione dell'inno nazionale.
Secondo quanto confermato da un portavoce della federazione calcistica iraniana, i giocatori hanno voluto onorare in questo modo le vittime dell'attacco alla scuola Shajareh Tayyebeh, con particolare riferimento alle 165 studentesse morte nel primo giorno dei bombardamenti congiunti americani e israeliani. Le autorità iraniane sostengono che l'attacco abbia provocato il decesso di oltre 175 persone tra cui bambini e insegnanti. Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che siano state proprio le loro forze a causare l'incidente, sebbene l'inchiesta non sia ancora stata conclusa.
L'amichevole si disputava in preparazione ai Mondiali in programma negli Stati Uniti, Messico e Canada, torneo dove la partecipazione dell'Iran rimane ancora in dubbio proprio a causa della situazione bellica. La partita si è conclusa con la sconfitta per 2-1 della nazionale iraniana, che martedì affronterà ancora un'amichevole contro la Costa Rica sempre in Turchia.
Questo gesto arriva poco dopo le polemiche che hanno coinvolto alcune calciatrici della nazionale femminile iraniana, che all'Asian Cup hanno mantenuto il silenzio durante l'inno nazionale, guadagnandosi l'appellativo di "traditori" dalla televisione di stato di Teheran. La federazione calcistica aveva precedentemente richiesto a FIFA di spostare le partite del Mondiale dai territori americani al Messico, richiesta che è stata respinta dall'organismo internazionale.

















