Il match d'apertura della terza giornata di campionato ha regalato una serata da incubo per i tifosi del Genoa, con il Como capace di espugnare lo stadio Luigi Ferraris con un netto e perentorio 1-4. La sfida era iniziata sotto i migliori auspici per i padroni di casa, passati in vantaggio al 19' grazie alla rete di Osmajic, abile a sfruttare una delle prime occasioni del match per infiammare la gradinata Nord. Tuttavia, la gioia rossoblù è durata poco meno di sei minuti: al 25', infatti, Baturina ha ristabilito la parità, dando il via a un vero e proprio monologo lariano che ha cambiato l'inerzia della gara. Prima dell'intervallo, la squadra guidata da Cesc Fabregas ha letteralmente travolto la difesa ligure, trovando il sorpasso al 30' con Diao e allungando ulteriormente al 40' con la firma di Paz. Nella ripresa, il Genoa ha provato a reagire senza successo, subendo infine all'80' la rete del definitivo poker siglata ancora da un incontenibile Diao, autore di una doppietta personale che chiude i conti.
La prestazione del Como conferma quanto di buono mostrato nelle prime uscite stagionali, mettendo in luce un'organizzazione tattica superiore e una condizione atletica invidiabile. Gli ospiti hanno dominato il possesso palla e occupato gli spazi con intelligenza, rendendo vani i tentativi di pressione dei centrocampisti genoani che sono apparsi spesso in ritardo sulle seconde palle. Questa vittoria proietta i lariani nelle zone nobili della classifica, confermando le analisi della vigilia che descrivevano il club lombardo come una delle realtà più in crescita dell'intero panorama calcistico nazionale. La capacità di ribaltare il risultato in trasferta, segnando tre gol in soli quindici minuti nel corso del primo tempo, testimonia una maturità psicologica notevole per una squadra che punta a consolidarsi come la vera sorpresa di questo avvio di stagione, grazie a un mercato ambizioso e a un'identità di gioco ormai definita.
Alla vigilia dell'incontro, il tecnico De Rossi aveva avvertito l'ambiente circa le insidie di questa sfida, sottolineando come il Como fosse probabilmente la compagine che ha espresso il miglior calcio negli ultimi anni. L'allenatore aveva dichiarato esplicitamente: "Ci aspettiamo una partita difficile perché il Como è forse la squadra che ha fatto meglio recentemente, quella che è cresciuta di più e che ha giocato meglio per il periodo più lungo di campionato. Li ho visti molto bene contro il Napoli e quindi dobbiamo essere consapevoli che sono una squadra forte, come lo sanno tutti. Ma dobbiamo anche essere consci della nostra forza e del fatto che possiamo metterli in difficoltà affrontandoli con coraggio". Nonostante queste premesse e la volontà di combattere a viso aperto, il Genoa non è riuscito a tradurre sul campo le intenzioni del proprio tecnico, finendo per soccombere sotto i colpi di un avversario che ha dimostrato di avere una marcia in più in ogni zona del campo.
Oltre al risultato deludente, il Genoa ha dovuto fare i conti con alcune defezioni importanti e con un ritorno carico di significati emotivi che ha parzialmente addolcito l'amarezza della sconfitta. Non è stato della partita l'esterno Drameh, bloccato da alcune questioni burocratiche ancora da completare che gli hanno impedito di essere a disposizione per questo turno. La nota lieta è stata rappresentata dal ritorno di Stephan El Shaarawy, accolto con un'ovazione dalla tifoseria. De Rossi ha commentato con entusiasmo il rientro del calciatore: "Stephan l'ho rivisto bene, ci siamo incontrati ieri sera e mi ha fatto piacere vedere anche i suoi genitori e il fratello. È una storia bellissima perché riporti a casa il figlio di una tifoseria e di una città, uno che ama questi colori. Avrà bisogno di tempo per tornare al cento per cento perché ha passato cinque mesi di luna di miele, ma fisicamente è magro e si è tenuto in forma". Nonostante la convocazione e la presenza in panchina, il suo impiego è stato limitato, ma il suo carisma sarà fondamentale per il prosieguo del torneo.











