Il ritorno di Massimiliano Allegri a San Siro non può essere considerato un evento banale, data la profondità del legame, talvolta tormentato, che unisce il tecnico livornese alla scala del calcio. Solo pochi mesi fa, precisamente il 24 maggio, Allegri abbandonava quel prato verde sotto una pioggia di fischi dopo la cocente sconfitta interna contro il Cagliari per 1-2. Quella disfatta, arrivata nonostante il vantaggio iniziale firmato da Saelemaekers, costò al suo allora Milan la qualificazione alla prestigiosa Champions League e segnò l'addio definitivo del tecnico alla panchina rossonera. Oggi, alla guida del Napoli, Max torna in quello stadio carico di nuove ambizioni, cercando di trasformare l'amarezza di quel recente passato in una spinta propulsiva per la sua nuova avventura all'ombra del Vesuvio.
Nonostante l'epilogo amaro della sua precedente gestione milanese, Allegri vanta un primato psicologico non indifferente nei confronti dell'attuale allenatore dell'Inter, Cristian Chivu. Nella scorsa stagione, infatti, il tecnico toscano è stato l'unico capace di superare i nerazzurri sia nella gara d'andata che in quella di ritorno, nonostante la formazione di Chivu si sia poi laureata campione d'Italia. Questi due successi sono arrivati con il marchio di fabbrica tipico di Allegri: vittorie di misura, ottenute con un cinismo tattico esemplare. Il 23 novembre fu una rete di Pulisic a decidere l'incontro, mentre l'8 marzo fu Estupinan a firmare l'uno a zero definitivo, regalando sei punti pesantissimi in due derby che restano, ad oggi, gli unici precedenti ufficiali tra i due allenatori.
La sfida di domani tra Inter e Napoli rappresenta dunque un banco di prova fondamentale per testare le ambizioni della squadra partenopea in questo avvio di campionato. Allegri ha accettato la sfida del Maradona proprio per riscattare le delusioni vissute nell'ultima parte della sua esperienza milanese, dove l'aria si era fatta pesante e il rapporto con la tifoseria si era incrinato. La sua capacità di leggere i momenti della partita e la sua esperienza nella gestione dei grandi appuntamenti saranno armi fondamentali contro un'Inter che, sotto la guida di Chivu, ha dimostrato una solidità impressionante ma che sembra soffrire particolarmente l'impostazione tattica dello stratega livornese, capace di chiudere ogni spazio e colpire al momento opportuno.
Oltre alla rivalità recente, San Siro evoca in Allegri ricordi di trionfi storici che hanno segnato la sua carriera ad alti livelli. Impossibile non citare lo scudetto conquistato nella stagione 2010-11 o le notti magiche di coppa, come il roboante 4-0 inflitto all'Arsenal o le battaglie tattiche contro il Barcellona dei tempi d'oro. Questo bagaglio di esperienza internazionale viene ora messo al servizio del Napoli, in una partita che si preannuncia bollente non solo per le temperature di fine estate, ma per l'importanza della posta in palio. Il Meazza si prepara dunque a riabbracciare un vecchio conoscente che, con il suo classico sorriso di chi sa quanto pesino certi punti, cercherà di confermarsi ancora una volta come la vera bestia nera della compagine nerazzurra.



















