Gian Piero Gasperini, attuale tecnico della Roma, ha concesso una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, toccando temi che spaziano dalle ambizioni tricolori della squadra fino al suo rapporto personale con la Città Eterna. L'allenatore ha voluto rispondere con saggezza alle recenti dichiarazioni di pilastri dello spogliatoio come Bryan Cristante e Lorenzo Pellegrini, i quali hanno apertamente accennato alla possibilità di lottare per il titolo e festeggiare al Circo Massimo. Gasperini ha mantenuto un profilo equilibrato, sottolineando che i desideri di gloria non devono mai essere repressi, ma ha anche avvertito che la realtà quotidiana richiede un approccio pragmatico e costante. Secondo il tecnico, solo vivendo il presente con la giusta intensità è possibile far coincidere le aspirazioni più alte con i risultati sul campo, pur ribadendo che i bilanci definitivi non si possono certo tracciare all'inizio di settembre.
Un passaggio fondamentale dell'intervista ha riguardato il legame viscerale che si è creato tra la squadra e la tifoseria giallorossa in questo avvio di stagione caratterizzato da grande fermento. Gasperini ha lodato la maturità del pubblico romano, descrivendolo come estremamente competente e difficile da ingannare, data la lunga storia di grandi campioni che hanno vestito questa maglia nel corso dei decenni. Per l'allenatore, la più grande gratificazione professionale non deriva esclusivamente dai punti accumulati in classifica, ma dal vedere i sostenitori sinceramente soddisfatti del gioco espresso e dell'impegno mostrato dai calciatori in ogni singola sfida. Questa consapevolezza collettiva sta alimentando un entusiasmo che non è solo frutto della passione momentanea, ma di una solida base tecnica che la squadra sta costruendo settimana dopo settimana sotto la sua guida attenta.
Oltre al calcio giocato, Gasperini ha condiviso le sue profonde emozioni nel riscoprire Roma sotto una veste più intima e storica, lontano dai riflettori dello stadio Olimpico. Ha raccontato di essere rimasto profondamente colpito dalla visita alla Tomba di San Pietro e alle catacombe, luoghi dove si è sentito parte integrante della storia millenaria della città piuttosto che un semplice visitatore di passaggio. Non sono mancati momenti di leggerezza e colore, come il racconto dell'incontro avvenuto nel centro sportivo di Trigoria con l'attore Lino Banfi. Il tecnico ha scherzato definendo il personaggio cinematografico di Oronzo Canà come il vero protettore della categoria degli allenatori, ricordando con un sorriso un episodio goliardico avvenuto ai tempi della sua esperienza a Verona, quando i suoi giocatori lo portarono in trionfo citando le celebri battute del film cult dedicato al mondo del pallone.
In vista dell'imminente e sentitissima sfida contro la sua ex squadra, l'Atalanta, il mister ha analizzato anche alcuni singoli che stanno facendo la differenza nel suo scacchiere tattico e che rappresentano il cuore del progetto giallorosso. Ha speso parole di enorme elogio per Paulo Dybala, definendolo un elemento unico nel panorama calcistico attuale, capace di giocate che spostano gli equilibri in qualsiasi momento della partita. Gasperini ha inoltre evidenziato la crescita esponenziale di giovani talenti come Lulli, ritenendolo in questo momento superiore persino a profili internazionali come Wesley per impatto fisico e continuità di rendimento. La gestione del gruppo e le dinamiche di mercato, con un accenno anche alla situazione di Manu Koné, rimangono al centro della sua agenda, con l'obiettivo di consolidare la posizione della Roma nelle zone nobili della Serie A e prepararsi al meglio per i prossimi impegni nelle competizioni europee.



















