L'Inter di Cristian Chivu non intende fermarsi e progetta il proprio futuro partendo dalle certezze che hanno reso grande la squadra nell'ultima annata. Tra queste, spicca senza dubbio il nome di Federico Dimarco, diventato ormai un pilastro insostituibile della corsia mancina e un vero e proprio simbolo dell'appartenenza nerazzurra. Nonostante il contratto attuale scada nel 2027, con una clausola che permette alla società di prolungare unilateralmente il rapporto per un ulteriore anno, la dirigenza di Viale della Liberazione è già al lavoro per blindare il calciatore. L'obiettivo è prevenire possibili inserimenti di top club europei e gratificare un atleta che ha dimostrato una crescita esponenziale, diventando uno dei migliori interpreti del ruolo a livello internazionale.
I numeri della passata stagione parlano chiaro e giustificano le ambizioni del laterale milanese, che ha messo a referto un bottino impressionante di 8 reti e ben 18 assist vincenti tra tutte le competizioni. Queste statistiche non sono solo cifre, ma rappresentano il peso specifico di un giocatore capace di cambiare l'inerzia delle partite con i suoi cross millimetrici e le sue conclusioni dalla distanza. Dimarco non è più soltanto una valida alternativa o un buon titolare, ma è diventato il regista occulto della manovra nerazzurra, fondamentale per scardinare le difese avversarie più chiuse. Proprio per questo motivo, il calciatore ritiene che sia giunto il momento di vedere riconosciuto il proprio status all'interno dello spogliatoio anche dal punto di vista contrattuale.
Il fulcro della trattativa risiede nella discrepanza tra l'attuale stipendio di Dimarco e quello percepito dagli altri leader carismatici e tecnici della formazione meneghina. Al momento, l'esterno guadagna circa 4 milioni di euro netti a stagione, una cifra considerevole ma distante dai parametri dei compagni più pagati. Per fare un confronto diretto, il capitano Lautaro Martinez svetta con 9 milioni di euro, seguito da Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu che si attestano sui 6,5 milioni. Anche Marcus Thuram con 6 milioni e Alessandro Bastoni con 5,5 milioni superano sensibilmente l'ingaggio del numero 32. La richiesta dell'entourage del giocatore è dunque quella di un adeguamento che possa colmare questo divario, portando la sua remunerazione in linea con i vertici della rosa.
Un segnale inequivocabile della volontà di alzare l'asticella è arrivato dalla recente decisione di Dimarco di cambiare la propria rappresentanza legale. Il calciatore ha infatti scelto di affidarsi ad Arturo Canales, noto agente spagnolo che cura gli interessi di diverse stelle del calcio mondiale. Questa mossa strategica suggerisce l'intenzione di gestire il prossimo rinnovo con una visione internazionale, puntando a un accordo che rifletta il valore di mercato globale raggiunto dal terzino. Sebbene il legame affettivo con l'Inter rimanga solidissimo e la volontà primaria sia quella di proseguire il cammino a San Siro, l'ingresso di una figura come Canales nel tavolo delle trattative aggiunge un nuovo peso politico al confronto con Marotta e Ausilio.
La dirigenza interista, dal canto suo, è consapevole della necessità di mantenere l'armonia interna e di premiare il merito sportivo per evitare malumori. Il club sta attraversando una fase di consolidamento economico e ogni mossa deve essere ponderata con attenzione per rispettare i parametri di sostenibilità finanziaria. Tuttavia, perdere o scontentare un elemento del calibro di Dimarco non è un'opzione contemplata, specialmente considerando quanto sia difficile reperire sul mercato profili con le sue caratteristiche tecniche e umane. Le prossime settimane saranno dunque decisive per limare le distanze tra domanda e offerta, con la testata "Il Giorno" che sottolinea come il dialogo sia ormai entrato in una fase calda e operativa.