Un capitolo drammatico di sport e politica si conclude con un gesto di solidarietà internazionale. L'Australia ha accordato visti umanitari a cinque calciatrici della nazionale femminile dell'Iran, garantendo loro protezione mentre il loro Paese è dilaniato dalla guerra. La decisione del governo australiano, resa ufficiale martedì mattina dal ministro degli Affari Interni Tony Burke, rappresenta un atto di accoglienza per donne che si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Le giocatrici erano giunte in Australia per disputare la Coppa d'Asia femminile lo scorso mese, ma il 28 febbraio è scoppiato il conflitto nel loro Paese d'origine. Ad attirare l'attenzione mediatica mondiale era stato il loro gesto simbolico durante la partita inaugurale: il rifiuto di cantare l'inno nazionale iraniano, una protesta silenziosa che non è passata inosservata. Quando la squadra è stata eliminata dal torneo nel fine settimana, le atlete hanno dovuto affrontare l'incubo di un possibile rimpatrio in una nazione sotto bombardamento.

La mattinata di martedì è stata cruciale: agenti della polizia federale australiana hanno scortato le cinque donne dal loro hotel sulla Gold Coast verso una posizione sicura, dove il ministro Burke ha personalemente finalizzato l'elaborazione dei loro visti umanitari. "Non riesco nemmeno a immaginare quanto sia stata difficile questa scelta per ognuna di loro", ha dichiarato Burke ai giornalisti a Brisbane, "ma la scorsa notte c'era gioia, c'era sollievo. Le persone erano entusiaste all'idea di iniziare una nuova vita in Australia". Le donne, consapevolmente fotografate dal ministro mentre sorridevano durante la firma dei documenti, hanno voluto precisare di non essere "attiviste politiche".

La pressione internazionale ha giocato un ruolo fondamentale nel pronunciamento australiano. Gruppi di difesa dei diritti iraniani negli USA e in Australia avevano lanciato appelli accorati, mentre anche il presidente americano Donald Trump aveva pubblicamente sollecitato il governo di Canberra a garantire protezione alle atlete. Il visto umanitario rappresenta un primo passo concreto verso la residenza permanente per le cinque calciatrici.

Mentre la situazione delle cinque donne si è risolta positivamente, rimane incerto il destino dei loro compagni di squadra. Secondo la lista ufficiale, erano 26 le giocatrici della nazionale iraniana più lo staff tecnico. Burke ha confermato che l'offerta di asilo è stata estesa a tutti, ma al momento non è chiaro quanti altri richiederanno protezione. Martedì mattina, altri membri della delegazione sono stati avvistati all'aeroporto di Gold Coast, con pesanti misure di sicurezza implementate dalle autorità federali e statali per garantire privacy e incolumità.