Uno sviluppo straordinario scuote il calcio africano: due mesi dopo la disputa della finale del Campionato d'Africa delle Nazioni, la CAF ha annullato il risultato e invertito completamente l'esito della partita. Il Senegal, che aveva conquistato la vittoria sul campo per 1-0 in supplementari grazie al gol di Pape Gueye, è stato dichiarato decaduto dalla competizione attraverso una decisione della Commissione d'Appello della CAF.
La sentenza trasforma il risultato finale in una sconfitta per 3-0 a favore del Marocco, che viene così proclamato campione africano per la prima volta dal 1976. La decisione arriva in seguito all'appello presentato dalla Federazione Reale Marocchina di Calcio in merito alla condotta del Senegal durante la finale disputata presso lo stadio Principe Moulay Abdellah. La CAF ha ritenuto che la squadra senegalese abbia violato gli articoli 82 e 84 del regolamento dell'AFCON.
Gli eventi che hanno portato a questa decisione risalgono alla gara di gennaio: durante la partita sono scoppiati disordini significativi dopo l'assegnazione di un calcio di rigore tramite VAR. I giocatori del Senegal hanno abbandonato il campo in segno di protesta, mentre i tifosi hanno tentato di invadere lo stadio e hanno generato scontri con le forze di sicurezza. Il rigorista marocchino Brahim Diaz aveva poi fallito dal dischetto al 24esimo minuto dei tempi supplementari.
La Commissione d'Appello della CAF ha accolto il ricorso della federazione marocchina, ritenendo che la condotta della delegazione senegalese ricadesse nelle violazioni regolamentari previste. La dichiarazione ufficiale sottolinea come il comportamento della squadra africana occidentale sia stato ritenuto incompatibile con le norme della competizione continentale, sanzionando così il Senegal con la perdita della partita ai punti.
Questa decisione rappresenta un precedente storico nel calcio africano e cancella il secondo titolo continentale che il Senegal aveva conquistato con questa vittoria. Il Marocco si aggiudica dunque il trofeo in circostanze controverse, interrompendo un'assenza dal vertice calcistico africano durata cinquant'anni.









