Una sentenza clamorosa ha scosso il calcio africano nelle ultime ore. La CAF ha deciso di consegnare il titolo della Coppa d'Africa 2025 al Marocco non attraverso il verdetto del campo, ma tramite una decisione amministrativa senza precedenti nella storia moderna della competizione. Il Senegal è stato dichiarato perdente a tavolino con il punteggio di 3-0, comportamento che ha immediatamente scatenato reazioni di incredulità sia tra gli addetti ai lavori che tra gli appassionati di calcio nel continente africano.
Secondo la comunicazione ufficiale diffusa dalla CAF in serata, la decisione è stata motivata dal riscontro di gravi irregolarità che avrebbero compromesso l'integrità sportiva della finale. Sebbene l'organismo continentale non abbia fornito dettagli esaustivi sulle violazioni specifiche, ha ritenuto le anomalie sufficientemente rilevanti da giustificare l'intervento disciplinare più severo previsto dai regolamenti. Il verdetto è stato dichiarato inappellabile dalla stessa CAF al momento dell'annuncio, un comunicato che ha sorpreso la stragrande maggioranza degli osservatori internazionali.
A beneficiare di questa spettacolare piega degli eventi è Walid Regragui, ct della selezione marocchina, che così conquista il primo titolo continentale della sua gestione tecnica. Sebbene la vittoria non sia stata suggellata dalle emozioni di una finale disputata, il Marocco potrà egualmente festeggiare il coronamento della propria corsa nel torneo. Diversa la situazione in Senegal, dove la notizia ha scatenato reazioni di shock e incredulità nelle principali piazze calcistiche, con il pubblico e gli ambienti federali che non sembrano intenzionati ad accettare passivamente il verdetto.
L'entità della sanzione e il suo carattere inusuale hanno già acceso i riflettori sul possibile ricorso internazionale. La federazione senegalese dispone di ulteriori chance legali per contestare la decisione della CAF, potendo ricorrere ai tribunali arbitrali sportivi globali come il TAS di Losanna. Un tale ricorso rappresenterebbe il naturale proseguimento di una vicenda che ha già riscritto i canoni della giustizia sportiva africana, e la sua eventuale presentazione potrebbe rimettere ulteriormente in discussione l'assegnazione del titolo nel corso dei prossimi mesi. Rimane da capire quale direzione prenderà questa controversia senza precedenti nel calcio continentale.



















