L'Australia ha staccato il pass per la finale della Coppa d'Asia femminile con una vittoria combattuta e meritata contro la Cina, campione in carica. Il match di martedì sera a Perth è terminato 2-1 per le Matildas, che torneranno a disputare un atto conclusivo continentale dopo cinque anni di assenza. Per le australiane si tratta inoltre della prima finale su suolo nazionale dal lontano 2006.
La formazione allenata da Tony Gustavsson ha impressionato soprattutto nel primo tempo, grazie ai ritorni di Steph Catley in difesa e all'esordio dal primo minuto di Kyra Cooney-Cross a centrocampo. Questi innesti hanno garantito maggiore solidità e fluidità di manovra rispetto alla recente e faticosa sfida contro la Corea del Nord. L'apertura delle danze è arrivata al 17° minuto con Caitlin Foord, abile a finalizzare un'azione costruita sulla destra con Ellie Carpenter e Mary Fowler. Il gol sembrava indirizzare la partita, ma la Cina ha pareggiato dal dischetto al 26° quando Mackenzie Arnold ha travolto Zhang Linyan in area: un errore difensivo di Clare Hunt sulla palla aerea aveva messo in difficoltà la retroguardia australiana.
Nel secondo tempo la Cina, priva della regista Wang Shuang per accumulo di cartellini, ha elevato l'intensità della pressione sui difensori avversari e sui due esterni d'attacco australiani, lasciando però troppo spazio alle spalle. Sam Kerr, fino a quel momento poco servita e quasi isolata, ne ha approfittato in maniera decisiva: la stella delle Matildas ha trovato lo spazio per la giocata vincente che ha fissato il risultato definitivo sul 2-1. Era già accaduto nel turno precedente contro la Corea del Nord, dimostrando come la fuoriclasse australiana abbia il talento e la freddezza per cambiare gli equilibri di una gara in pochi secondi.
La semifinale ha rappresentato un deciso passo in avanti rispetto alle prestazioni precedenti del torneo, con l'Australia che ha mantenuto il possesso del pallone e creato occasioni consistenti. Il difetto maggiore della Cina, invece, è stata l'assenza di inventiva in mezzo al campo: le lunghe palle verso l'attaccante centrale Shao Ziqin non hanno generato il pericolo sperato, mentre l'estremo difensore Arnold si è comunque distinto con almeno un paio di interventi di classe.
Sabato prossimo l'Australia affronterà la vincente tra Giappone e Corea del Sud, con la possibilità di conquistare il secondo titolo continentale della storia. Una finale in casa rappresenterebbe il coronamento di un percorso di crescita costante della nazionale femminile australiana, divenuta uno dei riferimenti del calcio mondiale negli ultimi anni.



















