Le speranze dell'Italia di ottenere un ripescaggio diretto ai Mondiali 2026 si sono definitivamente infrante. La Federcalcio aveva riposto alcune aspettative sulla possibile esclusione dell'Iran dalla rassegna iridata, considerando la complessa situazione geopolitica internazionale e le dichiarazioni che sembravano orientate verso il ritiro della nazionale asiatica. Tuttavia, gli ultimi sviluppi hanno smorzato completamente questi entusiasmi: Mehdi Taj, presidente della Federcalcio iraniana, ha confermato che il suo paese prenderà parte ai Mondiali, seppur con condizioni specifiche.

Secondo Taj, l'Iran non intende disputare le proprie partite negli Stati Uniti. Il motivo? Le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che pur dicendosi favorevole alla partecipazione della nazionale iraniana, ha espresso dubbi sulla sicurezza dei giocatori in territorio americano. "Certamente non andremo in America", ha affermato il dirigente iraniano, aggiungendo che la federazione sta già negoziando con la Fifa per spostare le gare dell'Iran in Messico. Una richiesta confermata anche dall'ambasciata iraniana a Città del Messico, il che suggerisce una trattativa già in corso con l'organo mondiale del calcio.

La posizione di Trump è stata per l'occasione meno categorica: "La nazionale iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non ritengo appropriato che giochino negli Stati Uniti, per la loro vita e la loro sicurezza". Questa apertura lascia comunque spazi per negoziazioni, e la Fifa appare determinata a trovare una soluzione che non escluda l'Iran dal torneo, principalmente per evitare ulteriori complicazioni diplomatiche e organizzative.

Per l'Italia, tutto ciò significa una cosa sola: il ripescaggio non ci sarà, almeno per il momento. La squadra di Luciano Gattuso dovrà conquistarsi la qualificazione ai Mondiali attraverso i playoff, affrontando prima l'Irlanda del Nord e successivamente il vincente della sfida tra Galles e Bosnia. Un percorso più tortuoso del previsto, ma non impossibile per una formazione che rimane comunque la miglior squadra europea non ancora qualificata secondo i ranking Fifa.

Qualora gli Azzurri dovessero superare questi due ostacoli, si ritroverebbero poi nel girone mondiale insieme ai padroni di casa del Canada, alla Svizzera e al Qatar. Un raggruppamento tutto sommato affrontabile con le giuste motivazioni, ma il vero banco di prova rimane innanzitutto la sfida contro l'Irlanda del Nord. La strada verso il Mondiale appena tracciata è tutt'altro che semplice, e Gattuso non potrà contare su scorciatoie di alcun genere.