Una notizia pesantissima scuote l'ambiente del Giappone a soli tre giorni dal debutto ufficiale nella rassegna iridata contro l'Olanda. Il capitano Wataru Endo, pilastro del centrocampo e leader carismatico della selezione nipponica, è stato costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un persistente infortunio al piede che non gli ha permesso di raggiungere la condizione necessaria per scendere in campo. Al suo posto, il commissario tecnico ha deciso di convocare d'urgenza Shuto Machino, attaccante in forza al Borussia Mönchengladbach, cercando di rimediare a una perdita tecnica e umana difficilmente colmabile in così poco tempo. La defezione di Endo rappresenta un duro colpo per le ambizioni del Paese del Sol Levante, che perde il suo uomo d'ordine proprio alla vigilia di una competizione preparata meticolosamente per anni.
Il calvario fisico del mediano del Liverpool ha radici lontane, risalendo allo scorso febbraio durante una sfida di campionato contro il Sunderland, quando un violento trauma al piede aveva bruscamente interrotto la sua stagione agonistica con il club inglese. Nonostante un timido segnale di ripresa mostrato nell'amichevole dello scorso 31 maggio a Tokyo contro l'Islanda, dove era rimasto in campo per un tempo prima di essere sostituito, il dolore è tornato a farsi sentire con intensità durante il ritiro pre-Mondiale svolto in Messico. In quella sede, il calciatore non è mai riuscito a completare una sessione di allenamento integrale. Le successive prove effettuate a Nashville, base operativa della squadra, hanno confermato l'impossibilità di un recupero lampo, spingendo il giocatore e lo staff medico a prendere la sofferta decisione di rinunciare definitivamente al torneo.
Contestualmente al forfait forzato, il trentatreenne ha annunciato ufficialmente il proprio ritiro dalla nazionale, chiudendo un ciclo glorioso iniziato nel 2015 e caratterizzato da 73 presenze e 4 reti complessive. Attraverso i propri canali social, Endo ha espresso tutta la sua amarezza per non poter guidare i compagni sul campo, dichiarando di aver fatto tutto il possibile per esserci e di non avere alcun rimpianto per l'impegno profuso in questi mesi di riabilitazione. Ha sottolineato con profondo orgoglio il percorso di crescita del gruppo, ricordando le storiche vittorie ottenute contro Germania e Spagna nell'edizione del 2022 in Qatar e ribadendo come la squadra sia ormai maturata al punto da considerare naturale l'obiettivo di puntare alla vittoria del titolo mondiale. Il suo addio segna la fine di un'epoca per il calcio giapponese, di cui è stato il volto della resilienza e della disciplina.
L'eredità della fascia di capitano passerà ora sul braccio del difensore Ko Itakura, chiamato a guidare i Samurai Blue in un raggruppamento estremamente competitivo come il Gruppo F. Oltre alla sfida inaugurale contro i Paesi Bassi, il Giappone dovrà vedersela con Tunisia e Svezia, avversari che richiederanno la massima concentrazione e una solidità difensiva impeccabile per sperare nel passaggio del turno. Nonostante l'assenza del loro leader storico, i nipponici cercheranno di onorare le parole di Endo, il quale ha promesso che d'ora in avanti sosterrà le sorti della squadra nelle vesti di semplice tifoso. La nazionale dovrà dimostrare di aver assorbito il colpo psicologico e di poter trasformare questa delusione in energia positiva per affrontare un girone che non ammette passi falsi.