Lo stadio Azteca di Città del Messico si prepara a scrivere un'altra pagina leggendaria della storia del calcio mondiale. Con il fischio d'inizio di Messico-Sudafrica, questo impianto diventerà ufficialmente il primo nella storia ad aver ospitato incontri di tre diverse edizioni della Coppa del Mondo. Le sue tribune, sebbene ammodernate per l'occasione, trasudano ancora il ricordo delle imprese di Pelé nel 1970 e del genio di Diego Armando Maradona nel 1986. Proprio qui il Pibe de Oro realizzò il gol del secolo e la celebre mano di Dio contro l'Inghilterra, e sempre qui l'Italia trionfò sulla Germania Ovest in quel 4-3 che una targa esterna commemora ancora oggi come la partita del secolo.

L'attesa nel Paese nordamericano è febbrile, tanto che il governo ha adottato misure straordinarie per permettere a tutta la popolazione di seguire l'evento inaugurale. Le scuole resteranno chiuse e le aziende sono state caldamente invitate a favorire il lavoro agile per evitare il congestionamento del traffico e celebrare degnamente il debutto della Tricolor. Prima del calcio d'inizio, previsto per le ore 21:00, la cerimonia di apertura vedrà come protagonista assoluta la popstar Shakira, che scalderà gli oltre ottantamila spettatori presenti. L'obiettivo dichiarato della selezione messicana è quello di sfruttare il fattore campo per chiudere al primo posto un girone che comprende anche Corea del Sud e Cechia, garantendosi così la permanenza in patria per i sedicesimi di finale.

Il commissario tecnico Javier Aguirre, giunto alla sua terza parentesi sulla panchina della nazionale dopo le esperienze del 2002 e del 2010, sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Il Messico arriva a questo appuntamento forte di una striscia positiva caratterizzata da sei vittorie e due pareggi nelle ultime uscite amichevoli, con successi convincenti ottenuti contro avversari del calibro di Ghana, Australia e Serbia. Dal punto di vista tattico, Aguirre pare intenzionato ad abbandonare il più prudente 4-1-4-1 per affidarsi a un 4-3-3 a trazione anteriore. La sorpresa principale riguarda l'attacco: il milanista Santiago Gimenez dovrebbe inizialmente accomodarsi in panchina, lasciando spazio al veterano Raul Jimenez, reduce da una stagione solida in Inghilterra e tornato recentemente a vestire la maglia del Wolverhampton.

Sul fronte opposto, il Sudafrica di Hugo Broos cerca il riscatto dopo un periodo tutt'altro che brillante. La nazionale dei Bafana Bafana, che curiosamente aveva già sfidato il Messico di Aguirre nella gara d'apertura del Mondiale 2010, deve farsi perdonare la deludente eliminazione agli ottavi di finale dell'ultima Coppa d'Africa. I risultati recenti non inducono all'ottimismo, come dimostra il pareggio poco esaltante contro la Giamaica, ma il tecnico belga ha cercato di scuotere l'ambiente con dichiarazioni forti. Abbiamo bisogno di una mentalità diversa se vogliamo competere a questi livelli, ha dichiarato Broos, che per la sfida odierna conta di recuperare il terzino sinistro Modiba, ristabilitosi da un fastidioso problema muscolare alla coscia.

Oltre alle scelte di campo, la gestione del gruppo sarà fondamentale per entrambe le compagini in un torneo così breve e intenso. Nel Messico, farà discutere anche l'esclusione dai titolari dello storico portiere Guillermo Ochoa, vero e proprio simbolo nazionale, che a quarant'anni suonati fungerà da chioccia per i compagni dalla panchina. La pressione è tutta sulle spalle dei padroni di casa, che non possono permettersi passi falsi in un raggruppamento che si preannuncia molto equilibrato. Una vittoria stasera non solo metterebbe in discesa il cammino verso la fase a eliminazione diretta, ma alimenterebbe ulteriormente l'entusiasmo di un popolo che vive per il calcio e che sogna di rivivere i fasti delle grandi edizioni passate ospitate all'ombra dell'Azteca.