L'avvicinamento dell'Inghilterra al prossimo Mondiale sta scatenando un acceso dibattito mediatico oltremanica, centrato in particolare sulla gestione del talento più cristallino della rosa: Jude Bellingham. Mentre i "Tre Leoni" si preparano per l'ultima amichevole di collaudo prima del debutto ufficiale contro la Croazia, previsto per il 17 giugno a Dallas, il commissario tecnico Thomas Tuchel sembra intenzionato a rimescolare le gerarchie consolidate. La stella del Real Madrid, reduce da una stagione trionfale in Spagna, si trova ora a dover fronteggiare la concorrenza agguerrita di Morgan Rogers, l'attaccante dell'Aston Villa che ha scalato rapidamente le preferenze del tecnico tedesco grazie a prestazioni di altissimo livello in Premier League.
Gary Neville, storica bandiera del Manchester United e oggi opinionista di punta, ha espresso una posizione netta e senza compromessi a favore del numero dieci madrileno. Intervenendo ai microfoni del quotidiano Telegraph, Neville ha sottolineato come non debba esserci alcun dubbio sulla titolarità di Bellingham, definendolo un elemento imprescindibile per le ambizioni inglesi. "Adoro Morgan Rogers, è un giocatore fantastico, ma cerchiamo di essere chiari: Jude Bellingham non è una riserva. Non può esserlo in nessun caso; lui è una stella assoluta del calcio mondiale e questo deve bastare", ha dichiarato Neville, ribadendo che privarsi di un simile talento dal primo minuto sarebbe un errore tattico e psicologico imperdonabile per una nazionale che punta al titolo.
Di parere diametralmente opposto è Jamie Carragher, il quale teme che il rapporto tra Tuchel e Bellingham non sia ancora del tutto idilliaco e possa influenzare le scelte di campo. Secondo l'ex difensore del Liverpool, il tecnico tedesco ha già dimostrato di non guardare in faccia a nessuno, avendo escluso il fuoriclasse del Real Madrid da alcune convocazioni precedenti per mandare segnali precisi al gruppo. Carragher, parlando nel programma 'The Overlap', ha ipotizzato che, a meno di infortuni dell'ultimo minuto per Rogers durante le gare di preparazione, Bellingham inizierà il torneo seduto in panchina. Questa scelta rifletterebbe la volontà di Tuchel di premiare lo stato di forma attuale e la disciplina tattica, piuttosto che il blasone individuale, creando un clima di incertezza attorno alla formazione titolare.
Lo stesso Thomas Tuchel ha cercato di gettare acqua sul fuoco, pur confermando che nessuno ha il posto garantito in questa nuova gestione tecnica. L'allenatore ha spiegato che la rosa attuale dispone di circa quattordici o quindici potenziali titolari, tutti di altissimo livello, e che le gerarchie possono mutare in base alle necessità tattiche di ogni singola partita. "Jude sa di essere uno dei nostri giocatori di partenza, ma la competizione interna è ciò che ci rende forti. In questo momento considero un gruppo allargato di titolari e lui ne fa parte, ma i ruoli possono sempre cambiare in base a ciò che vedo in campo", ha ammesso Tuchel, lasciando intendere che la scelta finale per la sfida inaugurale contro la Croazia dipenderà esclusivamente dal rendimento mostrato negli ultimi allenamenti.
Oltre alle questioni di formazione, Carragher ha espresso preoccupazioni più profonde riguardo al cammino complessivo dell'Inghilterra nel torneo, temendo un calo di rendimento rispetto all'era di Gareth Southgate. Dopo l'esordio contro i croati, la nazionale inglese dovrà affrontare Panama e Ghana nella fase a gironi, un percorso che nasconde insidie tattiche e fisiche notevoli prima di un tabellone che si preannuncia proibitivo. Carragher ha avvertito che il lavoro svolto da Southgate, capace di raggiungere una semifinale mondiale e due finali europee, verrà rivalutato positivamente solo tra qualche anno, quando ci si renderà conto di quanto sia difficile mantenere certi standard di eccellenza sotto la pressione di un intero Paese.