La serata nel nord della Croazia è stata dominata da un'atmosfera carica di nostalgia e ammirazione per quello che potrebbe essere stato l'ultimo atto ufficiale di Luka Modric davanti al proprio pubblico. Il capitano e leggenda del Real Madrid, nonostante i suoi quasi 41 anni, ha dimostrato ancora una volta di possedere una classe cristallina che non accenna a sbiadire, ricevendo l'abbraccio caloroso dei tifosi al momento della sua uscita dal campo intorno all'ora di gioco. Prima di accomodarsi in panchina e accettare i complimenti del commissario tecnico Zlatko Dalic, il metronomo croato ha tolto la maschera protettiva che indossava per proteggere lo zigomo, salutando con timidezza una folla che sembrava consapevole di assistere alla fine di un'era gloriosa per il calcio nazionale. Sebbene il futuro del centrocampista dopo il prossimo Mondiale rimanga avvolto nel mistero, la sua prestazione ha confermato che il suo talento rimane il faro insostituibile per una squadra che si appresta ad affrontare sfide di altissimo livello internazionale.
Sul piano tecnico, la partita ha visto Modric sbloccare il risultato poco dopo l'inizio della ripresa con una conclusione di rara precisione da circa venti metri, che non ha lasciato scampo a un portiere del calibro di Jan Oblak. Il gol è nato da un'ottima iniziativa sulla fascia sinistra di un altro veterano intramontabile, Ivan Perisic, il cui cross ha trovato pronto il capitano per un controllo orientato perfetto che ha facilitato la battuta a rete. Le condizioni fisiche del numero dieci erano fonte di preoccupazione per lo staff medico croato, considerando che soltanto sei settimane fa si era sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la riduzione di una frattura allo zigomo. Tuttavia, la sua capacità di intercettare palloni, come dimostrato in occasione di un passaggio errato di Vanja Drkusic nelle prime fasi di gioco, ha dissipato ogni dubbio sulla sua tenuta atletica, dimostrando che la sua visione di gioco resta calibrata al millimetro nonostante l'inevitabile scorrere del tempo.
Nonostante il vantaggio iniziale e il dominio territoriale, la Croazia ha mostrato alcune fragilità difensive preoccupanti che hanno permesso alla Slovenia di restare in partita e di trovare momentaneamente il pareggio. Un errore grossolano del giovane Martin Baturina ha infatti spianato la strada ad Andraz Sporar, che ha trafitto l'incolpevole Dominik Livakovic ristabilendo l'equilibrio nel punteggio a pochi minuti dal termine. Proprio l'estremo difensore croato è stato tra i migliori in campo, salvando il risultato in almeno quattro occasioni nitide e impedendo agli avversari di portarsi in vantaggio durante le fasi più confuse del match. Queste incertezze tattiche rappresentano un campanello d'allarme per Dalic, specialmente in vista dell'imminente sfida contro l'Inghilterra, poiché la squadra sembra perdere gran parte della sua solidità e della sua identità quando la maestria di Modric non è presente a gestire il possesso palla a centrocampo.
La vittoria finale è stata sigillata proprio allo scadere grazie a una splendida conclusione al volo di Mario Pasalic, centrocampista dell'Atalanta, che ha trasformato l'ultima azione della partita in un trionfo per i padroni di casa. Questo successo per 2-1 permette alla Croazia di partire per la tournée negli Stati Uniti con un morale alto, sebbene restino aperti diversi interrogativi sul modulo da adottare nelle competizioni ufficiali. Dalic ha scelto di tornare alla difesa a quattro dopo aver sperimentato senza successo la linea a tre nella precedente amichevole persa contro il Belgio a Fiume. Il test contro la Slovenia ha fornito indicazioni contrastanti sulla tenuta del reparto arretrato, ma la capacità di soffrire e colpire nel finale resta un marchio di fabbrica di questa nazionale. Il prossimo appuntamento è fissato per il 17 giugno a Dallas, dove la Croazia ritroverà l'Inghilterra in un match che evoca i fantasmi della semifinale mondiale di Mosca, in un confronto dove il rispetto reciproco sarà ai massimi livelli.