Gabriel Martinelli si appresta a vivere il Mondiale 2026 con una consapevolezza del tutto nuova, forte di un percorso di crescita che lo ha portato ai vertici del calcio europeo. L'esterno dell'Arsenal, oggi ventiquattrenne, è stato ufficialmente inserito nella lista dei convocati di Carlo Ancelotti per la spedizione della Seleção, un riconoscimento che arriva dopo una stagione trionfale culminata con la vittoria della Premier League. Insieme al compagno di club Gabriel Magalhães, Martinelli rappresenta l'anima di un Arsenal che è tornato a dominare in Inghilterra, cancellando definitivamente le ombre del passato e le perplessità che avevano accompagnato i suoi primi passi con la maglia verdeoro.
Il clima di oggi è radicalmente opposto a quello respirato nel novembre 2022, quando la chiamata dell'allora commissario tecnico Tite scatenò un vero e proprio terremoto mediatico in Brasile. All'epoca, l'inclusione di un giovanissimo Martinelli a scapito di veterani come Roberto Firmino o dell'idolo locale Gabriel Barbosa, meglio noto come Gabigol, fu accolta con sdegno da diversi opinionisti. Tra i critici più feroci si distinse l'ex calciatore Neto, che durante la trasmissione televisiva "I padroni del pallone" definì la scelta una mancanza di rispetto verso il calcio brasiliano, sostenendo che nessuno nel Paese conoscesse davvero il talento dei Gunners.
Le parole di Neto furono durissime e miravano a sminuire il valore tecnico del giocatore: "Questa è una vergogna, una barzelletta! Mi sento umiliato per quello che sta succedendo", dichiarò l'ex centrocampista, aggiungendo che Martinelli non aveva ancora una storia degna della nazionale con soli trentatré gol in carriera. Neto rincarò la dose affermando che se il ragazzo avesse camminato in un centro commerciale in Brasile, nessuno lo avrebbe riconosciuto, a differenza di Gabigol, autore del gol decisivo nella finale di Copa Libertadores e di ventinove reti stagionali. In quel periodo, l'Arsenal non partecipava nemmeno alla Champions League, un dettaglio che alimentava lo scetticismo sulla competitività del giovane attaccante.
Quattro anni dopo, la realtà dei fatti ha ribaltato ogni pregiudizio, trasformando Martinelli in una stella di caratura internazionale e in un punto fermo della squadra di Mikel Arteta. Nonostante un bottino realizzativo meno appariscente in campionato nell'ultima stagione, con una sola rete e quattro assist, il suo contributo tattico è stato fondamentale per riportare il titolo all'Emirates Stadium dopo anni di digiuno. Inoltre, il suo rendimento in Champions League è stato di altissimo livello, con sei marcature che hanno trascinato i londinesi fino alla finalissima della massima competizione continentale, dimostrando una maturità agonistica ormai completa.
La convocazione per il Mondiale 2026 non è dunque un azzardo, ma il coronamento di un processo di maturazione che ha visto Martinelli evolversi da promessa a certezza assoluta. Sotto la guida di un tecnico esperto come Ancelotti, il Brasile punta ora sulla velocità e sulla disciplina tattica dell'esterno dell'Arsenal per dare l'assalto alla sesta stella. Quello che un tempo veniva descritto come un calciatore anonimo è oggi un campione d'Inghilterra rispettato in tutto il mondo, pronto a dimostrare che il talento e il lavoro quotidiano valgono molto più di qualsiasi polemica televisiva o confronto statistico superficiale.