Nathan Collins vive un momento straordinario della sua carriera calcistica. Capitano tanto del Brentford quanto della Repubblica d'Irlanda, il difensore classe 2000 si trova in una posizione privilegiata per inseguire due grandi obiettivi: portare il club londinese in una competizione europea e regalare ai tifosi irlandesi un biglietto per il Mondiale dopo oltre vent'anni d'attesa. L'ultimo torneo mondiale disputato dalla Repubblica d'Irlanda risale al 2002, e ora la squadra ritrova speranza grazie ai playoff previsti per fine mese.
Sorprendentemente, il Brentford mantiene il settimo posto in Premier League nonostante le perdite significative dell'estate scorsa, quando il club ha dovuto fare i conti con l'addio del storico allenatore Thomas Frank e dei bomber Bryan Mbeumo e Yoane Wissa. Collins, tuttavia, affronta queste sfide con maturità straordinaria. Lo stesso atteggiamento che lo contraddistingue da quando, a novembre scorso, ha festeggiato il gol all'ultimo respiro contro l'Ungheria che ha acceso i riflettori sulla possibilità di una qualificazione mondiale per gli irlandesi.
La storia personale di Collins rivela le radici profonde del suo amore per il calcio. Cresciuto in una famiglia dove il pallone era protagonista assoluto, il giovane difensore si è trasferito in Inghilterra a soli 15 anni. Suo padre ha giocato per l'Oxford United, trasferendo al figlio la passione per questo sport. Ma la formazione di Collins non si è limitata al calcio tradizionale: da bambino ha praticato intensamente anche il Gaelic football, lo sport nazionale irlandese. La sua agenda settimanale era impressionante: due sessioni di allenamento di calcio tradizionale, due di Gaelic, partita il sabato nel primo e nel secondo sport. I genitori si ritrovavano a organizzare complicate coreografie logistiche per trasportare il giovane da una partita all'altra, spesso senza nemmeno il tempo per un pasto veloce.
Oggi, per quanto il calcio sia diventato la sua professione, quella passione per il Gaelic rimane viva. Collins, durante un'intervista rilasciata al programma "The Football Interview" della BBC, ha confidato di sentire ancora quel prurito di tornare alle origini sportive della sua infanzia. Nel corso della stessa intervista, ha anche raccontato come l'intera famiglia abbia vissuto con intensità il momento in cui è arrivata la convocazione in nazionale. Sua madre, particolarmente devota, non si perde una partita del Brentford, volando regolarmente in Inghilterra per assistere alle gare del figlio.
L'intervista completa andrà in onda su BBC One sabato 14 marzo dalle 23:30 (in Scozia domenica alle 00:30). Nel corso della conversazione, Collins ripercorre anche i primi ricordi legati al pallone: quella rete segnata intorno ai quattro o cinque anni, uscendo il pallone dal piede, che per quanto sfumato dai decenni rimane un momento indelebile nella memoria di un ragazzo che ha fatto del calcio la sua vita.



















