In un clima di forte tensione diplomatica, il presidente della Federazione Calcistica della Repubblica Islamica dell'Iran, Mehdi Taj, è stato ufficialmente respinto dalle autorità canadesi al suo arrivo a Vancouver. Il massimo dirigente sportivo iraniano si era recato in Nord America con l'obiettivo di partecipare all'annuale Congresso della FIFA, previsto per il 30 aprile, accompagnato da una delegazione di alto profilo che comprendeva il segretario generale Hedayat Mombeini e il suo vice Hamed Momeni. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, l'intera delegazione è stata costretta a imbarcarsi sul primo volo disponibile per fare ritorno in patria, a seguito di quello che è stato descritto dai media locali come un comportamento inappropriato da parte dei funzionari dell'immigrazione canadese durante i controlli di rito effettuati in aeroporto.

La ragione principale del diniego risiede nei trascorsi militari di Taj, che in passato ha ricoperto il ruolo di comandante all'interno del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Il Canada ha inserito ufficialmente questa organizzazione nella lista dei gruppi terroristici, rendendo di fatto i suoi membri o ex esponenti persone non gradite sul suolo nazionale per motivi di sicurezza pubblica. Nonostante Taj fosse inizialmente in possesso di un permesso di soggiorno temporaneo, ottenuto proprio per partecipare all'evento sportivo internazionale, i controlli di sicurezza approfonditi eseguiti al momento dello sbarco hanno portato alla revoca immediata del suo diritto di ingresso. Il Ministero dell'Immigrazione canadese ha ribadito con fermezza la propria posizione, dichiarando che i funzionari legati a tale corpo militare non hanno alcuno spazio nel Paese e che verranno adottate tutte le misure necessarie per proteggere l'integrità del sistema migratorio e la sicurezza dei cittadini canadesi.

Il caso ha sollevato un acceso dibattito politico anche all'interno del Parlamento canadese, dove le opposizioni hanno duramente attaccato l'operato del governo per aver inizialmente concesso il permesso di viaggio. Leo Housakos, leader dell'opposizione al Senato, ha espresso parole di fuoco contro l'amministrazione attuale, accusandola di aver quasi steso il tappeto rosso a un esponente di un'organizzazione considerata pericolosa. Durante un intervento pubblico, Housakos ha chiesto polemicamente perché il governo sembri incapace di mostrare la porta ai membri dei Guardiani della Rivoluzione, sottolineando l'inutilità di stilare liste di proscrizione se poi non si è seri nel respingere tali individui alla frontiera. Queste dichiarazioni hanno ulteriormente esacerbato il caso, trasformando un disguido sportivo in un vero e proprio incidente diplomatico tra le due nazioni.

Mentre il presidente della FIFA Gianni Infantino presiedeva regolarmente le riunioni del Consiglio a Vancouver, l'assenza forzata della delegazione iraniana ha pesato inevitabilmente sui lavori della Confederazione Calcistica Asiatica. Durante l'incontro di martedì, che ha visto la partecipazione di 46 dei 47 membri totali, il segretario generale della federazione asiatica, Windsor John, ha cercato di smorzare i toni parlando genericamente di problemi burocratici legati ai visti d'ingresso per giustificare il vuoto lasciato dall'Iran. Tuttavia, l'incidente evidenzia le crescenti difficoltà che la nazionale iraniana e i suoi vertici stanno incontrando nel panorama internazionale, proprio mentre la squadra cerca di concentrarsi sulla preparazione tecnica e organizzativa in vista della prossima Coppa del Mondo, in un contesto dove la politica e lo sport continuano a intrecciarsi in modo indissolubile.