Nel panorama calcistico internazionale, chiudere un campionato con zero punti è un'evenienza statistica estremamente rara, solitamente legata a pesanti sanzioni amministrative piuttosto che a demeriti puramente sportivi. Un esempio emblematico è quello dello Sheffield Wednesday nella Championship inglese, che ha terminato una stagione con un saldo nullo solo a causa di una penalizzazione di 18 punti inflitta per gravi irregolarità finanziarie, nonostante sul campo i giocatori ne avessero conquistati altrettanti in 46 faticose giornate. Tuttavia, scavando nelle pieghe dei campionati minori e delle leghe meno nobili, emergono storie di club che sono riusciti nell'incredibile impresa negativa di perdere ogni singolo incontro disputato, scrivendo pagine di cronaca sportiva caratterizzate da una resilienza quasi eroica nella sconfitta sistematica.

Uno dei casi più documentati e drammatici riguarda gli Antigua Barracuda durante la stagione 2013 nella United Soccer League, all'epoca il terzo livello del calcio professionistico statunitense. La compagine caraibica stabilì un primato negativo difficilmente eguagliabile, collezionando 26 sconfitte in altrettante gare di campionato. Dietro questo disastro tecnico si celava una crisi economica devastante: i calciatori e lo staff non ricevevano lo stipendio da mesi e le condizioni logistiche erano ai limiti della decenza. Durante le trasferte a Los Angeles, la squadra era costretta a raggiungere lo stadio a piedi non potendo permettersi il noleggio di auto, affrontando inoltre viaggi estenuanti di dieci ore a bordo di piccoli furgoni durante la notte. Nonostante l'assenza totale di risultati, il gruppo scelse di onorare l'impegno fino all'ultimo turno, trasformando una disfatta sportiva in una testimonianza di attaccamento alla maglia.

Spostandoci nel calcio dilettantistico inglese, il Woodford United ha vissuto un'annata da incubo nel 2012-2013, militando nell'ottava divisione del sistema britannico. In quella stagione, il club perse tutti i 42 match di campionato, subendo la bellezza di 185 reti e segnandone appena 21. La situazione precipitò quando il budget venne azzerato, portando alla fuga immediata dell'allenatore Howard Forinton, ex attaccante dello Yeovil Town, seguito da gran parte della rosa titolare. Per evitare le pesanti sanzioni pecuniarie previste per il ritiro dalla competizione, la società decise di promuovere in blocco i ragazzi del settore giovanile. Questi giovani atleti continuarono a giocare senza percepire alcun rimborso spese, incassando goleade settimanali ma garantendo la sopravvivenza formale del club fino alla fine del torneo, evitando il fallimento immediato della storica matricola.

Un'altra vicenda singolare è quella del Longford AFC, che nella stagione 2015-2016 balzò agli onori della cronaca per aver tesserato l'ex leggenda della nazionale inglese Stuart Pearce. All'età di 53 anni, e a un anno di distanza dall'esonero come tecnico del Nottingham Forest, l'uomo soprannominato "Psycho" decise di scendere in campo per aiutare una squadra che stava perdendo ogni partita nella seconda divisione della Gloucestershire Northern Senior League. Pearce fece un'unica apparizione a marzo, entrando dalla panchina nella sconfitta per 1-0 contro il Wotton Rovers. In quell'occasione, l'ex difensore ammise onestamente di essere "terribilmente fuori forma" e non riuscì a invertire la rotta di una stagione che si concluse con 30 sconfitte su 30 incontri. Anche Gibilterra ha vissuto un caso simile nel 2013-2014, quando il Gibraltar Phoenix perse tutte le 14 partite del suo primo campionato sotto l'egida UEFA, scomparendo rapidamente dalla massima serie locale.