La FIFA ha annunciato una svolta epocale nella gestione finanziaria dei prossimi Mondiali del 2026, decidendo di stanziare una cifra supplementare di 650 milioni di sterline (circa 871 milioni di dollari) a favore delle nazioni partecipanti. Questa mossa arriva dopo settimane di intense pressioni da parte delle federazioni calcistiche mondiali, preoccupate che l'espansione del torneo a 48 squadre potesse trasformarsi in un onere economico insostenibile per i bilanci interni. La decisione, ufficializzata dai vertici del massimo organismo calcistico mondiale, mira a garantire che nessuna delle selezioni coinvolte debba affrontare perdite finanziarie a causa degli elevati costi logistici previsti per la rassegna che si terrà tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Analizzando nel dettaglio la nuova ripartizione dei fondi, emerge un incremento significativo dei contributi diretti per ogni federazione. Ogni singola nazionale riceverà un bonus aggiuntivo di circa 800.000 sterline per far fronte alle spese crescenti legate alla prenotazione di hotel di alto livello, alla gestione delle basi operative per gli allenamenti e ai numerosi spostamenti aerei tra le diverse sedi nordamericane. Nello specifico, i fondi destinati alla preparazione passeranno da 1,5 a 2,5 milioni di dollari, mentre il premio minimo per la sola qualificazione salirà a 10 milioni di dollari rispetto ai 9 precedentemente previsti. A questi si aggiungono sussidi per oltre 16 milioni di dollari destinati a coprire i costi delle delegazioni e una maggiore allocazione di biglietti per le federazioni.
Il malumore delle federazioni era emerso con forza durante i recenti incontri istituzionali a Vancouver, dove diversi rappresentanti avevano espresso il timore che il Mondiale più redditizio della storia potesse paradossalmente impoverire le nazioni più piccole. Fonti interne alla FIFA avevano descritto la situazione come un potenziale disastro finanziario, sottolineando come fosse scandaloso che alcuni paesi dovessero rischiare il deficit di bilancio per partecipare all'evento sportivo più importante del pianeta. La protesta ha spinto il Consiglio FIFA a rivedere i piani iniziali, optando per un aumento del 15% delle risorse totali da distribuire, grazie anche al successo commerciale senza precedenti registrato negli ultimi cicli di vendita dei diritti televisivi e di sponsorizzazione.
Il Presidente Gianni Infantino ha commentato con soddisfazione il nuovo assetto economico, sottolineando la solidità finanziaria dell'organizzazione che presiede. "La FIFA è orgogliosa di trovarsi nella posizione finanziaria più solida di sempre, il che ci permette di aiutare tutte le nostre associazioni membri in un modo senza precedenti", ha dichiarato il numero uno del calcio mondiale. Secondo Infantino, questo incremento rappresenta un esempio concreto di come le risorse generate dal vertice della piramide calcistica vengano reinvestite direttamente nel gioco, a beneficio di tutte le 211 federazioni affiliate. L'obiettivo dichiarato è quello di rendere il Mondiale 2026 non solo il più grande in termini di spettacolo e partecipazione, ma anche il più equo sotto il profilo della sostenibilità economica.
L'impatto di questa decisione si farà sentire soprattutto sulle nazioni che faranno il loro esordio assoluto nella competizione, per le quali i costi di partecipazione rappresentano spesso una sfida proibitiva. Con l'introduzione di nuove possibili regole tecniche e i cambiamenti tattici che i commissari tecnici, tra cui Thomas Tuchel, stanno già studiando per affrontare il nuovo formato, il Mondiale 2026 si preannuncia come un laboratorio di innovazione globale. La garanzia di una copertura finanziaria più robusta permetterà alle squadre di concentrarsi esclusivamente sull'aspetto agonistico, eliminando lo spettro di crisi economiche che aveva agitato le diplomazie calcistiche negli ultimi mesi. La redistribuzione dei ricavi continuerà a fluire attraverso i programmi di sviluppo, consolidando il ruolo della FIFA come motore trainante del calcio internazionale.

















