L'Iran ha comunicato ufficialmente la propria assenza dalla Coppa del Mondo 2026, che si terrà negli Stati Uniti, in Canada e in Messico tra giugno e luglio. L'annuncio è arrivato dal ministro dello sport iraniano Ahmad Donyamali, il quale ha espresso un rifiuto categorico nei confronti della partecipazione alla manifestazione mondiale. La decisione arriva in un contesto di forte tensione geopolitica: il governo di Teheran ha collegato direttamente la scelta al recente assassinio della sua guida suprema, Ali Khamenei, accusando la gestione politica statunitense di aver reso impossibile una partecipazione serena alla competizione.

La situazione geopolitica aveva già attirato l'attenzione del dibattito internazionale quando il presidente americano Donald Trump aveva assicurato al presidente FIFA Gianni Infantino che la nazionale iraniana avrebbe potuto partecipare regolarmente al torneo, nonostante il conflitto in corso. L'Iran ha tuttavia ritenuto che le ferite provocate da questo conflitto fossero troppo profonde per permettere una partecipazione normale. Le parole del ministro dello sport non lasciano spazi a interpretazioni: "Non abbiamo alcuna intenzione di partecipare" e "Non esiste assolutamente alcuna possibilità di partecipazione".

L'Iran era inserito nel girone G insieme a Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, con match previsti negli impianti della costa occidentale americana tra Los Angeles e Seattle. Ora spetta alla FIFA decidere come gestire questa improvvisa defezione. Il regolamento internazionale del calcio, in particolare l'articolo 6.7, offre alla federazione mondiale piena discrezionalità nella materia. Secondo il testo normativo, la FIFA può adottare "qualsiasi misura ritenuta necessaria" e ha facoltà di "sostituire la federazione partecipante con un'altra associazione membro".

Tra le opzioni sul tavolo della FIFA figura teoricamente anche l'Italia, attualmente impegnata nei playoff mondiali previsti tra due settimane. Tuttavia, la soluzione più probabile rimane la promozione della prima nazione asiatica non ancora qualificata. In questo caso sarebbe l'Iraq a beneficiarne, sebbene la situazione si complichi ulteriormente considerando che gli iracheni affronterebbero lo spareggio contro la vincente tra Bolivia e Suriname in un momento di chiusura dello spazio aereo iracheno dovuto al conflitto regionale.

La FIFA si prenderà verosimilmente diverso tempo per valutare tutte le implicazioni di questa decisione. Non è escluso che la federazione mondiale decida di attendere eventuali sviluppi sulla scena internazionale prima di comunicare ufficialmente il nome della federazione sostitutiva. L'incertezza geopolitica potrebbe infatti portare a scenari inaspettati, incluso un possibile ripensamento da parte dell'Iran stesso qualora la situazione internazionale dovesse evolversi.