L'Iran ha ufficialmente comunicato l'intenzione di non partecipare ai Mondiali 2026 che si svolgeranno tra Stati Uniti, Messico e Canada. L'annuncio è stato reso pubblico dal ministro dello Sport di Teheran, confermando così i rumors dei giorni precedenti sulla volontà del regime di rinunciare alla rassegna iridata a causa dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. La decisione arriva a distanza di pochi mesi dalla qualificazione ottenuta lo scorso marzo, quando gli iraniani avevano vinto il proprio girone nella terza fase delle eliminatorie asiatiche.

Secondo il regolamento FIFA vigente per l'edizione 2026 della Coppa del Mondo, una federazione che si ritira dalla competizione incorre in pesanti sanzioni economiche. L'articolo 6.2 delle norme stabilisce una multa minima di 250mila franchi svizzeri nel caso di ritiro entro trenta giorni dall'inizio della fase finale. Nel caso di rinuncia successiva a questa scadenza, la sanzione sale a non meno di 500mila franchi. Oltre ai problemi economici, la federazione è tenuta a restituire tutti i contributi ricevuti dall'organismo mondiale per la preparazione dell'evento.

Il punto più rilevante riguarda però come avverrà la sostituzione della nazionale iraniana. L'articolo 6.7 del regolamento attribuisce alla FIFA un'ampia discrezionalità nella gestione della situazione: l'organismo di Zurigo potrà decidere autonomamente quale associazione mandare al torneo al posto dell'Iran, senza vincoli particolari. Questa libertà decisionale si spiega con l'assenza di precedenti recenti su cui basarsi per risolvere una situazione di questo genere.

Tra le ipotesi più plausibili spicca il ricorso alle squadre della confederazione asiatica. L'Uzbekistan, che si era piazzato al secondo posto nel girone dell'Iran, ha già conquistato la qualificazione diretta ai Mondiali e quindi non potrebbe essere chiamato in causa. Più concrete appaiono le candidature di Iraq e Emirati Arabi Uniti, entrambi coinvolti negli spareggi continentali e intercontinentali. Gli Emirati Arabi sono stati eliminati dall'Iraq e si giocheranno un'ultima chance nello scontro intercontinentale contro una tra Bolivia e Suriname, mentre l'Iraq dovrà ancora disputare proprio gli spareggi intercontinentali contro gli Emirati stessi. In alternativa, la FIFA potrebbe anche decidere di ampliare le opzioni al di là dell'Asia, sebbene questa soluzione appaia meno probabile.

Al momento, però, esiste solo la dichiarazione pubblica del ministro iraniano, senza che sia stata presentata una comunicazione ufficiale alla FIFA. L'organismo internazionale continuerà a considerare l'Iran qualificato fino a quando non riceverà una richiesta formale di ritiro. Solo in quel momento inizieranno le valutazioni concrete su chi potrà prendere il posto della nazionale mediorientale nel torneo mondiale.