L'Iran ha annunciato il suo ritiro dalla competizione mondiale che si svolgerà nel 2026 tra Stati Uniti, Messico e Canada. A comunicare ufficialmente questa decisione è stato Ahmad Donjamali, titolare del dicastero dello Sport iraniano, attraverso dichiarazioni rilasciate in televisione e riportate dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. Una scelta che arriva in un momento di forte tensione geopolitica in Medio Oriente.
Secondo le parole del ministro, le ragioni alla base del ritiro sono legate alla situazione politica e militare del paese. Donjamali ha affermato che la partecipazione ai Mondiali risulterebbe impossibile a causa degli attacchi perpetrati contro l'Iran e dei conflitti che hanno caratterizzato gli ultimi mesi. «Dopo l'assassinio del nostro leader da parte di un governo corrotto, non abbiamo intenzione alcuna di scendere in campo», ha dichiarato il ministro iraniano, sottolineando come il paese sia stato sottoposto a «azioni malvagie» negli ultimi tempi.
Il responsabile dello Sport ha poi proseguito evidenziando il bilancio dei recenti scontri armati. «Ci sono state imposte due guerre in poco più di otto mesi, con migliaia di cittadini iraniani che hanno perso la vita», ha aggiunto Donjamali, escludendo categoricamente qualsiasi possibilità di partecipazione al torneo mondiale.
La selezione iraniana aveva conquistato il pass per la Coppa del Mondo attraverso un percorso diretto, qualificandosi lo scorso marzo al termine della terza fase delle qualificazioni asiatiche. La squadra era stata inserita nel girone G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, con l'esordio della competizione previsto per l'11 giugno prossimo. Il primo impegno della nazionale avrebbe dovuto tenersi il 16 giugno contro i neozelandesi.
Questa decisione rappresenta uno sviluppo significativo nel panorama calcistico mondiale, poiché priva il torneo di una delle selezioni più competitive del continente asiatico. Resta da vedere come la FIFA affronterà questa situazione e se procederà a modificare i gironi in seguito al ritiro iraniano.



















