Gylfi Sigurdsson, uno dei talenti più cristallini che l'Islanda abbia mai prestato al calcio internazionale, sta vivendo la fase conclusiva della sua carriera lontano dai riflettori accecanti della Premier League inglese. All'età di 36 anni, il trequartista che nel 2017 fece segnare il record di acquisto per l'Everton con un'operazione da ben 45 milioni di sterline, ha deciso di tornare alle proprie radici per ritrovare la serenità agonistica. Attualmente milita nel Vikingur, prestigioso club di Reykjavik, dove ha iniziato con entusiasmo la nuova stagione del massimo campionato islandese, la Besta deild karla. Il suo impatto è stato immediato: Sigurdsson ha infatti siglato la rete del definitivo pareggio per 1-1 nella sfida d'esordio contro il Breidablik, dimostrando di non aver perso il fiuto del gol nonostante l'avanzare dell'età.
Il percorso che ha riportato il fantasista in patria è stato tortuoso e segnato da lunghi periodi di assenza dai campi di gioco che sembravano averne decretato il ritiro anticipato. Dopo essere stato un pilastro dei Toffees per quattro stagioni consecutive, il centrocampista fu escluso dalla lista ufficiale per la Premier League nel settembre 2021, segnando l'inizio di un declino professionale che lo portò a svincolarsi definitivamente nell'estate del 2022. Dopo un anno di totale inattività, durante il quale si erano rincorse voci su un possibile approdo nella MLS statunitense sotto la guida di Wayne Rooney al DC United, Sigurdsson aveva tentato la fortuna in Danimarca con il Lyngby Boldklub nel giugno 2023. Tuttavia, l'esperienza danese si è conclusa dopo soli sei mesi e appena cinque presenze totali, spingendolo a rientrare definitivamente in Islanda, prima con la maglia del Valur e successivamente, dal febbraio 2025, con quella del Vikingur, con cui ha partecipato anche ai turni preliminari di Europa Conference League.
Uno degli aspetti più sorprendenti della sua attuale situazione riguarda il drastico ridimensionamento finanziario accettato per continuare a giocare. Se durante gli anni d'oro a Goodison Park Sigurdsson percepiva uno stipendio faraonico da circa 120.000 sterline a settimana, pari a oltre 6 milioni di sterline l'anno, oggi le cifre sono paragonabili a quelle di un calciatore della quarta o quinta serie inglese. Al Vikingur, infatti, il suo ingaggio si aggirerebbe intorno alle 2.200 sterline settimanali, ovvero circa 114.000 sterline annue. Nonostante questa enorme differenza salariale, il patrimonio netto del calciatore resta solido e stimato intorno ai 25 milioni di sterline, frutto dei saggi investimenti e dei ricchi contratti firmati in passato con Swansea, Tottenham ed Everton. Questa stabilità economica gli permette oggi di scendere in campo per pura passione, senza l'assillo del guadagno o la pressione dei grandi palcoscenici europei.
Oltre all'impegno quotidiano con il club, Sigurdsson continua a essere un punto di riferimento imprescindibile per la nazionale islandese, confermando una longevità sportiva fuori dal comune. Dopo tre anni di forzata esclusione, è tornato a vestire la maglia della selezione nordica durante le qualificazioni per Euro 2024, partecipando recentemente anche alle amichevoli internazionali contro Messico e Haiti. Nella sua vita privata, il calciatore può contare sul sostegno incrollabile della moglie Alexandra Iversdottir, con cui è sposato da sette anni. Alexandra è una figura molto nota in Islanda, avendo vinto il titolo di Miss Islanda e rappresentato il paese a Miss Mondo, dove si è classificata tra le prime quindici finaliste. La coppia condivide anche una forte attitudine atletica, dato che Alexandra ha vinto in passato il titolo di Miss World Sports in un evento di decathlon, consolidando un legame profondo che ha resistito a tutte le turbolenze professionali degli ultimi anni.

















