La straordinaria cavalcata del Como in Champions League continua a regalare emozioni forti, non solo per il risultato tennistico di 9-1 inflitto al Lens, ma anche per una serie di episodi arbitrali che hanno richiesto l'intervento tecnologico. La direzione di gara affidata al fischietto norvegese Rohit Saggi non è stata esente da critiche, meritando un'insufficienza in pagella a causa di una gestione dei cartellini poco coerente e di alcune sviste corrette solo grazie al supporto fondamentale della sala video. Saggi, coadiuvato da assistenti che non si sono dimostrati all'altezza della massima competizione europea, ha faticato a mantenere il controllo totale del match, specialmente sul versante presidiato dal guardalinee Haukåsen, dove si sono concentrate le maggiori imprecisioni della serata.

L'episodio più controverso della sfida è avvenuto in occasione di un calcio di rigore inizialmente assegnato ai padroni di casa francesi. L'arbitro norvegese aveva indicato il dischetto con eccessiva fretta per un presunto tocco di mano di Caqueret su un cross teso di Thauvin, nonostante la sua posizione non fosse ottimale per giudicare l'impatto. Fortunatamente, il richiamo del VAR Schröder ha permesso a Saggi di rivedere l'azione al monitor di bordo campo durante una revisione sul campo: le immagini hanno chiaramente mostrato come il pallone avesse colpito il petto del giocatore del Como e non l'arto superiore. Questa correzione è stata determinante per non alterare l'andamento di una gara che il Como stava dominando sul piano del gioco.

Oltre al rigore revocato, la moviola ha analizzato un altro contatto sospetto nell'area lariana, riguardante un tocco di braccio di Ramon su un colpo di testa ravvicinato di Hazard. In questa circostanza, la decisione di Saggi di lasciar proseguire è stata corretta, poiché il braccio del difensore era perfettamente aderente alla sagoma del corpo e il pallone avrebbe comunque impattato il torace se non ci fosse stata l'opposizione dell'arto. Meno convincente è stata invece la gestione disciplinare complessiva: il centrocampista Cuisance è stato graziato dopo una trattenuta evidente su Liberali, un intervento che ricalcava un precedente fallo commesso su Baturina e che avrebbe meritato una sanzione più severa per garantire la necessaria coerenza regolamentare durante i novanta minuti.

Sul fronte delle reti segnate, la regolarità del Como è stata confermata in ogni singola marcatura passata al setaccio dagli ufficiali di gara. Il gol dello 0-1 ha visto Milla scattare con tempismo perfetto sul suggerimento di Da Cunha, così come Douvikas è risultato in posizione regolare sul colpo di testa di Perrone: in entrambi i casi, la posizione pigra del difensore Skoras ha tenuto in gioco tutti gli attaccanti di Fabregas. Anche la rete finale siglata dal giovane talento Papaccioli è stata convalidata correttamente, poiché il piede sinistro di Antonio annullava qualsiasi dubbio sulla posizione di partenza del baby prodigio comasco, suggellando una serata storica che proietta il club lombardo tra le grandi d'Europa.

Al termine della gara, l'atmosfera nel post-partita è stata elettrizzata dalle parole di Cesc Fabregas, il quale ha mostrato grande personalità anche davanti ai microfoni della stampa internazionale. Rispondendo a un giornalista che metteva in dubbio alcuni aspetti della prestazione nonostante l'ampio scarto, il tecnico spagnolo ha replicato con fermezza dichiarando: "Non sono d'accordo con te", difendendo con orgoglio l'operato e l'identità tattica dei suoi ragazzi. Questo successo per 9-1 non solo consolida la posizione del Como nel panorama calcistico mondiale, ma dimostra come la squadra sia ormai matura per affrontare le sfide più prestigiose, superando con classe anche le incertezze arbitrali che avrebbero potuto complicare il cammino europeo.