La corsa per la presidenza della FIGC si infiamma con l'ingresso in campo di Giancarlo Abete, che ufficializza la sua candidatura come sfidante di Giovanni Malagò. La mossa arriva dopo che la maggioranza dei club di Serie A ha già espresso il proprio sostegno all'ex presidente del CONI durante l'assemblea della Lega tenutasi a Milano lunedì scorso.
L'ex numero uno della Federazione (incarico ricoperto dal 2007 al 2014) e attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti ha mosso una critica importante al processo seguito dalla Serie A. "Sarebbe stato opportuno un metodo differente", ha dichiarato Abete durante il Premio Bearzot a Roma. "I problemi vanno discussi prima ancora di individuare le persone. Nessun candidato, per quanto prestigioso, può da solo risolvere le questioni che affliggono il calcio italiano".
Non è mancato un accenno al fatto che Lazio e Hellas Verona si sono astenute dal sostenere Malagò, proprio per contestare la procedura adottata. Abete ha annunciato che chiederà al consiglio della Lega Dilettanti l'autorizzazione a presentare la sua candidatura, invitando al contempo i componenti tecnici e le altre leghe a fare lo stesso, affinché sul tavolo delle trattative siano presenti più alternative.
I numeri pesano a favore del candidato della Lega Dilettanti: i voti dei dilettanti rappresentano il 34% del totale nelle elezioni federali, mentre la Serie A pesa solo per il 18%. Tuttavia, per vincere sarà necessario raggiungere la maggioranza assoluta più uno. "Continueremo affrontando le questioni di fondo", ha ribadito Abete, assicurando che la sua candidatura "non resterà isolata" e rappresenterà una pluralità di voci rispetto alla scelta già operata dai club professionisti.

















