Una celebrazione spontanea sta creando non pochi malumori sui social media. Federico Dimarco, Guglielmo Vicario, Pio Esposito e alcuni membri dello staff della nazionale italiana sono stati ripresi mentre festeggiavano la qualificazione della Bosnia ed Erzegovina alla finale degli spareggi mondiali. L'episodio risale a giovedì sera, poco più di trenta minuti dopo il successo dell'Italia sulla Nordirlanda (2-0 a Bergamo). I giocatori azzurri hanno brindato al passaggio bosniaco, suggellato dal calcio di rigore decisivo di Kerim Alajbegović che ha fissato il risultato sul 4-2 ai supplementari contro il Galles.

Il gesto ha alimentato polemiche sulla percezione di arroganza dell'Italia. Molti osservatori sostengono che gli azzurri stessero festeggiando consapevolmente il fatto di affrontare un avversario presumibilmente più debole: il Galles occupa la 35ª posizione nel ranking FIFA mondiale, mentre la Bosnia è 66ª. Questo particolare non è passato inosservato, specie considerando che la finale si giocherà a Zenica, in trasferta per gli uomini di Spalletti. L'account Bosnian Football su X ha scritto duramente: "Guardate questa mancanza di rispetto e questa arroganza dell'Italia. Stavano già festeggiando quando abbiamo vinto i rigori. Ce lo ricorderemo a Zenica".

Ancora più severo il commento di un tifoso italiano, che ha sottolineato l'opportunità di mantenere la concentrazione: "Non è giusto festeggiare adesso. Si festeggia martedì. Serve rispetto per la Bosnia e per l'avversario che ancora dobbiamo affrontare. Bisogna rimanere focalizzati, non possiamo presentarci convinti di essere superiori".

Tuttavia, non tutti hanno interpretato il momento come un segnale di presunzione. Alcuni analisti suggeriscono che i giocatori fossero semplicemente sollevati dall'eventualità di non dover giocare in trasferta a Cardiff, uno scenario tutt'altro che comodo. Altre interpretazioni puntano al legame personale: diversi calciatori presenti nella delegazione italiana, soprattutto quelli dell'Inter, potrebbero aver festeggiato genuinamente per Edin Dzeko e i suoi compagni bosniaci.

L'accaduto rappresenta comunque un momento di tensione emotiva a meno di 48 ore dal confronto decisivo. La nazionale italiana avrà l'occasione di rispondere sul campo nella serata di martedì, quando scenderà in campo a Zenica per conquistare il pass verso il Mondiale del 2026. Una sfida che, al netto delle polemiche social, rimane tutt'altro che scontata.