Santi Gimenez ha deciso di aprirsi completamente sulla difficile esperienza legata ai problemi fisici che lo hanno costretto a fermarsi dal calcio giocato. In un'intervista rilasciata a TUDN, il centravanti messicano ha spiegato nel dettaglio il percorso che lo ha portato alla decisione di ricorrere all'intervento chirurgico.
L'attaccante ha raccontato come si sia trovato di fronte a un bivio difficile: da una parte il peso della responsabilità di essere un titolare fisso con aspettative molto elevate, dall'altra la consapevolezza di problemi fisici che non potevano essere ignorati. "Ero titolare, le aspettative erano altissime - ha dichiarato Gimenez - e quindi non sapevo se fermarmi o continuare".
Piuttosto che prendersi subito una pausa, il giocatore ha optato per proseguire l'attività agonistica ricorrendo a supporti farmacologici. "Ho deciso di andare avanti, ho preso medicine per giocare - ha ammesso - finché non sono arrivato a un punto in cui non ce la facevo più, nemmeno a correre, perché il dolore era troppo intenso".
Il momento di svolta è arrivato in occasione della sfida contro l'Atalanta. In quella partita, Gimenez ha raddoppiato il dosaggio dei medicinali nel tentativo di resistere. Tuttavia, proprio quella esperienza gli ha fatto capire che era giunto il momento di fermarsi davvero. "Contro l'Atalanta ho preso il doppio della dose, lì ho deciso di fermarmi - ha spiegato - alla fine dopo gli esami ho optato per l'intervento chirurgico".
La testimonianza dell'attaccante messicano mette in luce come talvolta i calciatori si trovino costretti a sacrificare la propria salute psicofisica per rispondere alle richieste del calcio moderno, scegliendo soluzioni rischiose piuttosto che prendersi il riposo necessario.

















