Il Marocco è pronto a sferrare un grande attacco infrastrutturale nel settore turistico-alberghiero. Il paese ha approvato un massiccio piano di investimenti da quasi 4 miliardi di dollari (circa 3,5 miliardi di euro) con l'obiettivo di modernizzare e ampliare significativamente la propria capacità ricettiva. L'operazione è dettata dalla volontà di farsi trovare preparati in occasione dei Mondiali 2030, evento che il regno condividerà con Spagna e Portogallo, oltre a tre nazioni sudamericane che ospiteranno alcune sfide (Argentina, Paraguay e Uruguay).

Secondo quanto riportato da fonti del settore, l'ambizioso progetto prevede la realizzazione di ben 700 strutture diverse, che nel complesso aggiungeranno 25mila camere d'albergo all'offerta marocchina. Imad Barrakad, responsabile dell'agenzia nazionale marocchina per lo sviluppo turistico (SMIT), ha definito questa iniziativa «una delle più significative espansioni mai avviate nel regno, sia per dimensioni che per velocità di realizzazione». Tre quarti delle nuove costruzioni interesseranno le principali metropoli della nazione nordafricana.

L'architrave economica del progetto è basata principalmente su capitali marocchini, come confermato da Barrakad. Tuttavia, almeno il 15% delle strutture sarà gestito da celebri brand internazionali del comparto alberghiero, garantendo così uno standard qualitativo elevato e una visibilità globale. La diversificazione tra investitori locali e multinazionali rappresenta una strategia intelligente per distribuire rischi e benefici economici.

Il Marocco parte da una posizione di forza nel panorama africano. Il paese vanta il primato di destinazione più frequentata del continente per il secondo anno consecutivo, con quasi 20 milioni di visitatori registrati nel 2025 e introiti pari a circa 14,8 miliardi di dollari. Questi numeri rappresentano una solida base su cui costruire ulteriori sviluppi. La Coppa del Mondo rappresenterà naturalmente un'occasione storica per consolidare questa tendenza positiva e generare effetti moltiplicatori sull'intera economia nazionale.