La Nazionale italiana torna a giocarsi una carta mondiale dai playoff: stasera 26 marzo gli Azzurri di Gennaro Gattuso affrontano l'Irlanda del Nord nel primo turno delle qualificazioni per il Mondiale 2026 negli Stati Uniti, Canada e Messico. Se dovessero superare questo ostacolo, il prossimo 31 marzo attenderebbe la vincente della sfida tra Bosnia e Galles. Per la squadra tricolore significherebbe il ritorno alla Coppa del Mondo dopo 12 anni di assenza, un vuoto che pesa non solo dal punto di vista sportivo.

Ma qual è il valore reale di una qualificazione mondiale? Sorprendentemente, non è così facile da quantificare in termini economici complessivi. Se l'aspetto sportivo rappresenta naturalmente il primario interesse, anche le ricadute finanziarie meritano attenzione. Tuttavia, ricerche condotte da organismi come Confcommercio hanno dimostrato come l'impatto su scala macroeconomica del Paese rimanga difficilmente misurabile. L'assenza italiana dal Mondiale 2018 confermò che il mancato accesso rappresenta una perdita per il sistema calcistico, pur non traducendosi in cali evidenti del Prodotto interno lordo nazionale.

Anzi, gli studi economici mostrano che persino le vittorie in grandi competizioni internazionali producono effetti modesti sulla crescita complessiva. I precedenti storici parlano chiaro: la Spagna campione nel 2010 e nel 2012, così come l'Italia nel 2006, registrarono aumenti di PIL quell'anno inferiori rispetto alle medie internazionali. La ragione è elementare: il Pil dipende da innumerevoli fattori economici strutturali, e una competizione sportiva rappresenta soltanto una variabile marginale nell'equazione complessiva.

Un effetto tangibile si osserva però nei consumi legati alla manifestazione stessa. Le grandi competizioni internazionali generano tradizionalmente un aumento nelle vendite di televisori di ultima generazione durante i mesi estivi degli anni pari, quando si disputano i tornei europei. Nel 2018, con l'Italia tagliata fuori dal Mondiale, questo incremento non si verificò. Tuttavia, anche questo impatto rimane contenuto perché la maggioranza di questi prodotti tecnologici proviene dall'estero.

Ben diverso il capitolo relativo alla Federazione italiana calcio. Il bilancio federale preventivato per il 2026 registra un risultato negativo di circa 6,6 milioni di euro, ma questa stima è stata costruita in modo volutamente conservativo, proprio escludendo l'ipotesi di qualificazione mondiale. Nel documento ufficiale si specifica che il risultato d'esercizio non include i contributi versati dalla FIFA per l'accesso alla fase finale del torneo, né i maggiori incassi derivanti dalle sponsorizzazioni che scatterebbero automaticamente in caso di partecipazione. Il budget federale prevede ricavi per circa 191,9 milioni di euro a fronte di costi per 189,1 milioni, con un margine operativo lordo stimato a 9 milioni e un risultato operativo netto di 2,76 milioni. Una qualificazione al Mondiale cambia significativamente questi numeri, rendendo la partita di oggi molto importante non solo sportivamente, ma anche per la salute economica della Federcalcio.