Il Sunderland si appresta a vivere una notte storica, segnando il proprio ritorno ufficiale sul palcoscenico europeo dopo un'attesa durata ben cinquantatré anni. L'ultima apparizione dei "Black Cats" in una competizione continentale risale infatti all'autunno del 1973, quando la squadra partecipò alla Coppa delle Coppe affrontando gli ungheresi del Vasas Budapest. All'epoca, la dirigenza del club utilizzò l'incasso della partita per finanziare l'ammodernamento dell'impianto di illuminazione dello storico stadio Roker Park, reso necessario dall'avvento della televisione a colori che richiedeva standard tecnici più elevati. Nonostante un contesto economico difficile segnato dagli scioperi dei minatori e dei ferrovieri che mettevano a dura prova le finanze dei tifosi locali, Dennis Tueart trascinò i suoi alla vittoria, ma da quel momento il club ha vissuto un lunghissimo esilio dalle coppe che terminerà ufficialmente mercoledì sera.
L'atmosfera allo Stadium of Light si preannuncia elettrica, con una capienza di quasi 49.000 spettatori che promette di trasformare l'impianto in una vera bolgia per il debutto in Europa League contro l'AZ Alkmaar. Il capitano della squadra, Granit Xhaka, ha voluto suonare la carica sottolineando l'importanza emotiva di questo traguardo per l'intera comunità di Wearside. Il centrocampista svizzero ha dichiarato che lo stadio sarà letteralmente infuocato e ha espresso il desiderio di vedere i suoi compagni giocare con la stessa intensità agonistica, sia in fase di possesso che di non possesso palla. Xhaka, che in carriera ha già disputato due finali di questa competizione con le maglie di Arsenal e Bayer Leverkusen senza però riuscire a sollevare il trofeo, ha confessato che il suo grande sogno è raggiungere un'altra finale europea proprio con i colori del Sunderland, portando il club ai vertici del calcio internazionale.
La permanenza di Xhaka in Inghilterra non era affatto scontata, dato che durante l'ultima sessione di mercato estiva il giocatore ha resistito alle lusinghe del Chelsea e del suo vecchio amico Xabi Alonso pur di continuare il progetto tecnico iniziato sotto la guida di Régis Le Bris. Dopo aver conquistato il settimo posto nella scorsa Premier League, garantendosi così la seconda avventura europea della storia del club, il trentatreenne svizzero aveva promesso ai tifosi che quello sarebbe stato solo l'inizio di un percorso ambizioso. Ora la squadra deve dimostrare di saper gestire il doppio impegno settimanale, una sfida tattica e fisica non indifferente per una realtà che fino a poco tempo fa militava nelle serie inferiori. La sfida contro l'AZ Alkmaar rappresenta un test probante, considerando che la formazione olandese ha iniziato la stagione in Eredivisie in modo eccellente, collezionando cinque vittorie e un pareggio nelle prime sei giornate di campionato.
Oltre all'aspetto puramente sportivo, c'è una forte componente di rivalità cittadina che anima i sostenitori del Sunderland in vista della prestigiosa trasferta di dicembre a San Siro. I tifosi hanno già iniziato a sfoggiare magliette con lo slogan celebrativo che recita "Un Mackem a Milano", una risposta ironica e orgogliosa a un vecchio coro dei sostenitori del Newcastle che sosteneva che non avrebbero mai visto i rivali giocare nella scala del calcio. Prima di pensare alla trasferta italiana, però, gli uomini di Le Bris dovranno contenere il talento emergente dell'AZ, in particolare il ventenne Kees Smit, considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo nel ruolo di centrocampista. La sfida di mercoledì non è solo una partita di calcio, ma il simbolo della rinascita di una piazza storica che, dopo decenni di sofferenze e cadute, torna finalmente a respirare l'aria delle grandi notti internazionali, pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua leggenda.

















