La sfida di Europa League tra Juventus e Rennes all'Allianz Stadium si è conclusa con un pareggio per 2-2 che lascia l'amaro in bocca ai bianconeri, soprattutto per l'epilogo concitato che ha visto protagonista la tecnologia. Proprio allo scadere del tempo regolamentare, il difensore Lucumì era riuscito a ribadire in rete una respinta corta, siglando quello che sembrava il gol del definitivo 3-2. Tuttavia, l'urlo di gioia dei tifosi torinesi è stato strozzato in gola dall'intervento del VAR: l'arbitro danese Krogh, dopo una revisione al monitor, ha ravvisato una posizione di fuorigioco millimetrica dello stesso Lucumì al momento della sponda aerea di Bremer. Questa decisione ha portato a un lunghissimo recupero di ben otto minuti, durante i quali la tensione è rimasta altissima, ma il risultato non è più cambiato, lasciando la squadra di casa con un solo punto pesante per la classifica del girone.
Oltre al contestato episodio finale, la direzione di gara è stata caratterizzata da due calci di rigore assegnati per falli di mano, entrambi apparsi corretti secondo il regolamento vigente e la dinamica delle azioni. Il primo penalty è stato concesso in favore dei francesi del Rennes nel corso della prima frazione di gioco: una conclusione potente di Nagida ha colpito il braccio di Douglas Luiz, che si trovava a terra in una posizione del corpo accartocciata, rendendo inevitabile la massima punizione per l'aumento del volume corporeo. Nella ripresa, la Juventus ha beneficiato di una decisione analoga quando un colpo di testa all'indietro di Nico Gonzalez ha intercettato il braccio troppo largo di Reynolds. In entrambi i casi, il direttore di gara ha mostrato fermezza e coerenza, confermando una linea interpretativa rigorosa sulla punibilità dei tocchi di mano all'interno dell'area di rigore.
La moviola dell'incontro evidenzia anche alcuni episodi disciplinari che hanno fatto discutere i protagonisti in campo, a partire dall'ammonizione comminata a Federico Gatti. Il difensore bianconero ha ricevuto il cartellino giallo per un contatto veniale con il portiere avversario Samba a gioco fermo; una sanzione apparsa eccessivamente severa considerando l'entità del tocco, nonostante le plateali proteste dell'estremo difensore ospite che è rimasto a terra per diversi secondi. Sul fronte delle reti convalidate, non ci sono stati dubbi sulla regolarità del vantaggio juventino firmato da Woltemade, servito perfettamente in profondità da Celik con un tempismo eccellente. Allo stesso modo, è stata giudicata regolare la rete dell'1-1 del Rennes, con Reynolds che ha servito Tamari in posizione regolare, confermando la bontà delle chiamate degli assistenti di linea in quelle specifiche e veloci circostanze di gioco.
Negli ultimi scampoli di una partita intensa e fisica, la terna arbitrale ha dovuto gestire ulteriori situazioni critiche, tra cui un controllo del VAR per un possibile pestone di Bremer ai danni di Camara. Dopo una breve analisi video, l'episodio è stato archiviato come fortuito e non meritevole di sanzione disciplinare, evitando ulteriori complicazioni per il centrale brasiliano della Juventus. È stato invece ammonito Ait Boudlal per un intervento giudicato pericoloso, a testimonianza di un match che non ha risparmiato scontri duri a centrocampo. Curioso, infine, l'episodio che ha coinvolto Kalulu a cinque minuti dal termine: il difensore è stato obbligato dal direttore di gara a sostituire la propria divisa poiché visibilmente macchiata di sangue, come previsto rigidamente dal protocollo di sicurezza internazionale. Nel complesso, la prestazione dell'arbitro Krogh è stata valutata con una sufficienza piena, nonostante la complessità di una gara decisa da episodi millimetrici che pesano enormemente sul cammino europeo della Vecchia Signora.














