Harry Maguire pensava di aver detto addio alla Nazionale inglese. Eppure, mentre saliva sull'aereo diretto a Bournemouth insieme ai compagni del Manchester United, ha ricevuto un messaggio su WhatsApp che ha cambiato tutto: Thomas Tuchel, il commissario tecnico dell'Inghilterra, voleva parlargli quella sera stessa. Per il difensore trentaduenne non era scontato ricevere quella chiamata. A due anni di distanza dall'ultima apparizione con la maglia dei Tre Leoni, nel 2024 contro l'Irlanda in Nations League, Maguire si era ormai rassegnato a essere fuori dal progetto azzurro.
La stagione appena passata è stata complicata. Sotto la gestione di Ruben Amorim al Manchester United, il centrale ha faticato sia sul piano della forma fisica che della continuità di rendimento. La difesa a tre tanto cara al tecnico portoghese lo ha lasciato scontento. Poi, l'arrivo di Michael Carrick sulla panchina ha riportato entusiasmo. Una serie di presenze consecutive ha riacceso la fiamma, e insieme a essa, il sogno di giocare un terzo Mondiale all'età di 33 anni. Seduto in aereo accanto a Kobbie Mainoo, Maguire non ha resistito: gli ha chiesto se aveva ricevuto anch'lui il messaggio di Tuchel. La risposta affermativa gli ha tolto un peso. Due ore dopo, il manager inglese ha confermato il suo ritorno in rosa per le amichevoli contro Uruguay e Giappone a Wembley.
La notizia è stata accolta a festa dalla famiglia di Maguire. Sua madre, in vacanza in Spagna, ha pianto dalla gioia – anche se il difensore scherzosamente ipotizza che qualche sangria abbia aiutato a sciogliere gli animi. "È stato come ricevere la prima convocazione," ha confessato il giocatore nella quiete di St George's Park, il quartier generale della Nazionale a Burton-upon-Trent. "Ho giocato circa sessanta partite per l'Inghilterra e ho partecipato a tre grandi tornei, ma quando giochi con continuità non pensi di poter perdere il posto. Quando improvvisamente te lo tolgono, fa male."
Maguire ha trascorso sette anni come pilastro difensivo sotto Gareth Southgate, prima nei tre centrali della difesa e poi in coppia con John Stones. Gli ultimi due anni lo hanno trasformato da protagonista a spettatore: una posizione che non gradisce, anche se ammette di aver sempre tifato per la Nazionale. Il dolore di stare fuori è stato particolarmente acuto nei periodi in cui sentiva di meritare una chance. Però, negli ultimi tre cicli di convocazioni, la discontinuità al club – infortuni frequenti e turni da riserva – lo hanno tenuto lontano giustamente. Adesso, con la fiducia rinascente e Tuchel che gli dà una seconda opportunità, Maguire ha l'occasione di riscrivere il finale della sua carriera internazionale.

















