Gabriel Omar Batistuta non riesce a trovare pace quando parla di Diego Armando Maradona. L'ex numero 9 di Fiorentina, Roma e Inter è stato ospitato nel corso dell'ultima puntata di Rio Meets, il format YouTube condotto dal leggendario difensore inglese Rio Ferdinand, dove si è aperto completamente sulla memoria del fuoriclasse argentino scomparso prematuramente a 60 anni. Le emozioni hanno preso il sopravvento quando l'attaccante ha ricordato come Diego se ne sia andato da solo, lasciando Batistuta con un senso di colpa difficile da sopportare.

Durante la conversazione, Batistuta ha voluto essere sincero riguardo ai propri rimpianti. «Mi sento in colpa perché ero uno dei suoi più grandi ammiratori. Non abbiamo fatto molto per proteggerlo», ha dichiarato con la voce carica di emozione. L'ex Roma ha sottolineato che quando qualcuno ha bisogno di aiuto, bisognerebbe intervenire anche qualora quella persona non lo chieda esplicitamente. Ha poi aggiunto una riflessione profonda sulle origini di Maradona, evidenziando come provenisse da una famiglia umile e come venisse visto esclusivamente come una soluzione ai problemi economici altrui.

Secondo Batistuta, uno dei problemi fondamentali era rappresentato da chi circondava il giovane Diego. Nessuno aveva il coraggio di dire di no quando poteva ancora fare la differenza. «Gli dicevano che andava tutto bene, e questo è un grosso errore», ha spiegato l'argentino, evidenziando come questa mancanza di sincerità e protezione genuina abbia contribuito a una situazione che avrebbe potuto essere gestita diversamente. Batistuta non ha accusato nessuno in particolare, ma ha riflettuto su una responsabilità collettiva che apparteneva a chiunque avesse influenza su Maradona.

L'intervista arriva a pochi mesi di distanza da un momento speciale nella carriera di Batistuta: il 13 febbraio scorso, il leggendario attaccante è stato protagonista di una sorpresa a Trigoria, il centro sportivo della Roma, a ventitre anni dal suo ultimo passaggio nella capitale. Un ritorno carico di significato per chi ha lasciato un'impronta indelebile nella storia giallorossa, e che evidentemente lo mantiene ancora legato agli ambienti del calcio professionistico.