Vedat Muriqi vive un momento straordinario della sua carriera professionale. L'attaccante kosovar, che milita nel Mallorca, sta attraversando la stagione più prolifera della sua storia calcistica con ben 18 gol realizzati, cifra che lo posiziona al secondo posto nella corsa al Pichichi della Liga spagnola, alle spalle solo di Lamine Yamal. In una recente intervista rilasciata alla FIFA, il calciatore ha aperto il suo cuore riguardo ai suoi obiettivi futuri.

Muriqi ha manifestato con chiarezza un sogno che lo accompagna: disputare una Coppa del Mondo indossando la maglia del Kosovo. "Mi piacerebbe concludere la carriera così, giocando un Mondiale con il mio paese. Potrei dire: 'Ho fatto tutto quello che volevo'. E poi riposarmi tranquillo", ha dichiarato il centravanti. Le sue parole lasciano intendere che, una volta raggiunto questo traguardo, potrebbe valutare seriamente il ritiro dal calcio giocato.

Per realizzare questo sogno, il Kosovo deve prima superare la Slovacchia, prossima avversaria nella semifinale dei playoff mondiali in programma giovedì. Successivamente, gli uomini del ct dovrebbero battere il vincente della sfida tra Turchia e Romania. "La Turchia è una grande squadra, così come la Romania contro cui abbiamo giocato ma dalla quale non abbiamo mai vinto", ha analizzato Muriqi consapevole della difficoltà del percorso.

Nel corso dell'intervista, l'attaccante ha anche riflettuto sulle esigenze fisiche della professione calcistica. A quasi 32 anni, Muriqi ammette che il recupero è diventato più lento: "Dopo una partita mi è difficile dormire perché lascio tutta la mia energia sul campo. Un tempo ero sempre fresco, ma ora il corpo ha bisogno di più riposo. Mi servono almeno due giorni per recuperare bene".

Nonostante l'avanzare dell'età, le ambizioni del giocatore rimangono alte. Al di là del Mondiale, Muriqi non esclude di poter continuare: "Vorrei giocare il Mondiale e poi, due anni dopo, qualificarmi anche per un Europeo. Ma bisogna essere realisti". Quello che è certo è la consapevolezza di vivere un momento privilegiato. "Sono molto orgoglioso di me stesso di giocare in una delle leghe più forti del mondo, di essere secondo nella lotta al Pichichi e di avere davanti solo grandi stelle. Nel mio paese sono altrettanto orgogliosi di me. Questa stagione sarà la più speciale della mia carriera, considerando che negli ultimi due anni ho segnato solo sette gol a stagione".