Il centrocampista del Barcellona, Rodri, è finito al centro di una bufera mediatica in Spagna dopo alcune dichiarazioni catturate dalle telecamere durante la schiacciante vittoria per 5-0 contro il Valencia allo stadio Mestalla. Mentre sedeva in panchina dopo essere stato sostituito, il Pallone d'Oro del Mondiale 2026 è stato pizzicato dalle telecamere dell'emittente Movistar mentre parlava con i compagni di squadra Pau Cubarsí e Raphinha. Secondo la lettura del labiale effettuata dai media spagnoli, il calciatore avrebbe definito gli avversari "molto deboli", aggiungendo che non erano stati in grado nemmeno di superare la linea di metà campo durante l'incontro. Queste parole hanno scatenato l'indignazione dei tifosi e della stampa, costringendo il giocatore a un chiarimento pubblico immediato per evitare ulteriori tensioni tra i due club.
Al termine della successiva sfida di Champions League vinta per 5-1 contro il Feyenoord, Rodri ha voluto affrontare la questione con estrema serietà e umiltà davanti ai microfoni. Il centrocampista ha rivelato di aver già contattato personalmente José Gayà, capitano del Valencia e suo compagno nella nazionale spagnola, per porgere le proprie scuse ufficiali a lui e a tutto lo spogliatoio dei "Pipistrelli". "Ho chiesto scusa al mio amico e collega José Gayà e a tutta la squadra", ha dichiarato il trentenne ex Manchester City. Rodri ha sottolineato come la sua intenzione non fosse quella di deridere un club storico in un momento di profonda crisi sportiva, ma che si trattasse di una reazione istintiva e privata all'andamento quasi a senso unico della partita appena disputata.
Il fuoriclasse blaugrana ha cercato di contestualizzare l'accaduto, spiegando che le sue parole erano dettate esclusivamente dalla sorpresa per la passività tattica dell'avversario in quel frangente del match. "Voglio chiarire che si è trattato semplicemente di un'espressione di stupore, chiunque guardi il video può rendersene conto", ha spiegato Rodri, aggiungendo che in nessun momento ha voluto schernire il Valencia o estrapolare dal contesto il periodo complicato che la squadra sta attraversando. Il giocatore ha inoltre sollevato una riflessione sulla privacy degli atleti, evidenziando come una conversazione privata tra compagni di squadra sia stata trasformata in un caso nazionale. Secondo il centrocampista, il mondo del calcio dovrebbe imparare a gestire meglio queste situazioni, poiché spesso i concetti vengono distorti dai media quando mancano l'audio e il tono originale.
La situazione del Valencia è attualmente drammatica e giustifica in parte lo stupore di Rodri: il club occupa infatti l'ultimo posto in classifica nella Liga, non avendo ancora ottenuto una singola vittoria nelle prime quattro giornate di campionato. Rodri ha concluso il suo intervento ribadendo la sua stima per la società valenciana, definendola una delle migliori realtà della competizione e augurandosi un loro pronto ritorno ai vertici del calcio spagnolo. "Vogliamo tutti che il Valencia torni dove merita di stare, è uno dei club più prestigiosi della Liga e volevo solo esprimere questo concetto", ha chiosato il centrocampista. Questo episodio mette in luce ancora una volta la pressione costante a cui sono sottoposti i calciatori moderni, dove ogni singola parola, anche se sussurrata in panchina, può diventare un caso diplomatico capace di scuotere l'intero ambiente sportivo.



















